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Ieri, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, si è tenuto un incontro sull’emergenza relativa al campo nomadi Rom di San Raineri. L’incontro è stato proposto dall’assessore comunale alle politiche di integrazione multietnica, Dario Caroniti, e convocato dal Presidente della Consulta comunale delle organizzazioni che operano nel settore delle attività sociali, Filippo Cammaroto. Sono stati invitati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle varie associazioni (erano presenti la Caritas e l’Arci) per discutere proposte sulla soluzione del problema. Il Salone era gremito di gente, soprattutto delle famiglie Rom che hanno aspettato speranzose di ottenere un risultato senza “se” e senza “ma”.
L’autorità portuale ha stabilito lo sfratto per la totale irregolarità urbana e civile del campo, ma si è concordato che non accadrà all’improvviso: lo sgombero non sarà decretato di punto in bianco ma bensì solo quando una concreta e fattibile proposta sarà messa in atto.
L’assessore Caroniti ha sostenuto che fino alla risoluzione di tale situazione non avverrà uno sfratto esecutivo. La proposta dell’assessore, la più quotata al momento, è quella di trovare dieci alloggi da ristrutturare e renderli abitabili per le ormai poche famiglie Rom stanziate a Messina, tramite l’autocostruzione.
Si tratterebbe di trovare una decina di appartamenti da fare ristrutturare dalle stesse famiglie Rom, per cui se, ad esempio, la ristrutturazione vale 20.000 euro, fino a tale tetto massimo si garantisce il costo dell’affitto che quindi non verrà pagato in più perché sarà compreso nei 20.000 euro della ricostruzione, per poi cominciare a pagarlo solo dopo avere raggiunto la soglia del prezzo complessivo della ristrutturazione (appunto 20.000 euro). Questa è l’autocostruzione. La nota che si può rilevare è che le abitazioni potrebbero diventare, dopo l’autocostruzione, di proprietà: probabilmente però il consiglio comunale non vuole spingersi così lontano.
Al contempo si attueranno politiche per l’inserimento, soprattutto dei giovani, nel mondo del lavoro, (l’impegno di Caroniti è questo), per assicurare l’indipendenza dei Rom che, essendo presenti a Messina da circa vent’anni, dovrebbero essere trattati con la stessa dignità riservata ad un cittadino.
Una delle proposte di Dario Caroniti era quella di utilizzare i beni confiscati alla mafia, ma la strada non è percorribile al momento.
Così l’assessore, dotato di senso pratico, è dell’idea di trovare una soluzione che concili la necessità che il campo Rom venga eliminato con l’urgenza di offrire qualcosa di dignitoso entro tempi adeguati e umani, a coloro che ormai sono nostri concittadini.