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Un messaggio di rispetto della legalità che vogliamo trasmettere alle giovani generazioni per evitare possibili momenti di deriva”, sono queste le parole pronunciate dal sindaco di Messina, on. Giuseppe Buzzanca, alla scopertura della targa d’intitolazione della sala Giunta della sede civica di palazzo Zanca, a Paolo Emanuele Borsellino (19 gennaio 1940 – 19 luglio 1992) e Giovanni Falcone (18 maggio 1939 – 23 maggio 1992).
Uomini dello Stato, eroi siciliani, uccisi per avere operato, con coraggio, capacità, grande senso di responsabilità, in una terra difficile, quella siciliana, dove fare soltanto il proprio dovere assume una connotazione di rischio. Il 23 maggio 1992, una strage mafiosa annullava la vita di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, di Vito Schifani, di Rocco Di Cillo, di Antonio Montinaro. Dopo appena 57 giorni dalla strage di Capaci, il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, la mafia, tornava a colpire il cuore dello Stato, uccidendo il giudice Paolo Borsellino e gli uomini di scorta della Polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli. La città di Messina li ha voluto oggi ricordare con la Giunta presieduta dal sindaco Buzzanca, che ha deliberato l’intitolazione e la scopertura della targa che vuole essere memoria per le generazioni di oggi e di domani, di quella dignità della terra siciliana che attraverso i due nomi, nell’immaginario collettivo, è divenuta inscindibile esempio di impegno nella lotta alla mafia e testimonianza di una tragedia che ha colpito un intero popolo. “Se oggi i risultati costanti nella lotta alla mafia si susseguono con ritmo incalzante, lo dobbiamo ad uomini come Borsellino, come Falcone – ha evidenziato Buzzanca – che hanno tracciato il percorso con il loro lavoro fino all’estremo sacrificio. Con la targa oggi scoperta riportiamo alla nostra memoria i nomi dei due magistrati. Per ricordare davvero Falcone e Borsellino, non ci si può limitare alla dimensione della sola memoria. Dobbiamo fare di più. E l’intitolazione della sala, ove vengono assunti i provvedimenti relativi alla città, – ha detto il sindaco Buzzanca – dà un senso alla loro vita, al loro impegno, al loro sacrificio. Perché un uomo vive ancora se la sua opera continua a dare a noi guida, aiuto, ed esempio. E nessun uomo muore mai definitivamente fino a che si pone come punto di riferimento delle nostre discussioni ed azioni”