Di seguito il testo integrale dell’interrogazione presentata dal deputato del Partito Democratico, Giuseppe Arancio

Gela

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA – XVI LEGISLATURA – INTERROGAZIONE (a carattere d’urgenza)

Provvedimenti per fronteggiare la nascente emergenza idrica del territorio di Gela

Al presidente della Regione e agli assessori per le Infrastrutture; Energia, Risorse agricole

Premesso che:

Ai fini dell’approvvigionamento idro-potabile del territorio di Gela,  gli ultimi 40 anni sono stati caratterizzati dalla fornitura, come fonte principale, di acqua proveniente dai dissalatori a multiflash, di prima e di ultima generazione, e da un dissalatore ad osmosi inversa, tutti di proprietà della Regione siciliana.

I primi moduli di dissalazione multiflash sono ormai dismessi, mentre l’ultimo può ancora essere validamente esercito per produrre acqua da inviare al potabilizzatore; quest’ultimo modulo, costruito in acciaio inossidabile, della capacità massima di 700.000 litri ora e nominale di 600.000 litri, una volta rimesso in servizio può costituire una valida alternativa alle fonti tradizionali – dighe e pozzi – nei periodi siccitosi.

Altrettanto può affermarsi del modulo ad osmosi inversa, costituito da quattro linee parallele, della capacità cadauna di 150.000 litri ora e complessiva di 600.000 litri ora: una volta effettuata la manutenzione, che efficacemente può essere affrontata nell’arco temporale di due mesi, si possono rimettere in marcia anche 4 linee.

Premesso, inoltre, che:

Altre risorse idriche, sebbene di secondaria importanza, provengono dai pozzi “Giardinelli” posti nel territorio di Comiso e dalla sorgente “Bubbunia”, posta nel territorio di Mazzarino, per complessivi 140.000 litri ora.

Negli ultimi anni, infine, è stato realizzato un collettore che può convogliare acqua dal “Blufi”, traversa posta sul fiume Imera con trascurabile capacità di accumulo, e, pertanto, non in grado di costituire una riserva in quanto condizionato dalla stagionalità e dalla piovosità.

Considerato che:

Il territorio di Gela, ai fini idro-potabili, è principalmente costituito dalla città di Gela, dalla città di Niscemi e dalla zona industriale e balneare della cittadina di Butera, per una popolazione complessiva di circa 110.000 abitanti;

per i bisogni idro-potabili di tale tale popolazione, è necessario fornire, al lordo delle perdite di rete valutate intorno al 15%, almeno 230 litri al giorno pro capite, pari ad un fabbisogno giornaliero complessivo di 25.000 – 30.000 mc/g;

dal momento in cui si è stipulato e messo in atto il Protocollo d’intesa tra Regione siciliana ENI e MATM, ai fini del prelievo di acqua per usi idro-potabili dalla diga Ragoleto posta sul fiume Dirillo, il territorio gelese ha usufruito di circa 360.000 litri ora da Ragoleto pari a mc/g     8.640; circa 180.000 litri ora dalla diga Cimia, pari a mc/g 4.320,  che però ha necessità di essere miscelata con quella proveniente da altre fonti a basso contenuto salino; circa 140.000 litri ora dalle sorgenti Giardinelli e Bubbunia per mc/g 3.360 ed infine quantità variabili in funzione della stagionalità e piovosità dal Blufi.

Constatato che:

In atto, la diga Disueri può accumulare piccole quantità di acqua e, nei periodi piovosi, qualora si superi la quantità d’accumulo minimale assentita dal Servizio dighe, si deve scaricare a mare senza alcun utile per il territorio;

la diga Disueri fornisce acqua alla diga Cimia che, tuttavia, presenta un problema di tenuta delle valvole di scarico di fondo; nonostante ciò, la Diga Cimia in atto costituisce l’unico baluardo per la fornitura d’acqua anche per fini irrigui;

il territorio irriguo di Gela sotteso alle dighe è di circa 12.000 ettari che, se coltivato, necessita di una fornitura di circa 1.000 mc/(ettaro*anno)  pari a 12.000.000 milioni di metri cubi d’acqua all’anno per la sola irrigazione di soccorso. Se si volesse fornire acqua ai terreni coltivati a carciofeti della zona di Niscemi e di Gela, oltre alle serre a tunnel di un tratto del territorio di Butera per complessivi circa 3.000 ettari, occorrerebbero circa 8.000 mc/ettaro*anno ovvero 24.000.000 mc/anno, tali quantitivati non sono assolutamente disponibili nè accumulabili nella attuale situazione;

la traversa sul Blufi non accumula per la scarsa piovosità attuale e per l’inadeguato  stato di manutenzione della lunga condotta di interconnessione;

la Diga Ragoleto ha in atto una quantità accumulata pari a circa 3,5÷4 milioni di metri cubi. Se continua il prelievo, al ritmo attuale di 360 mc/ora, a Settembre del 2015, periodo di minima, si avrà prelevato circa 2.000.000 mc di acqua restando disponibile solo 1.500.000 per i fabbisogni irrigui del comprensorio di Acate Mazzarrone e altri paesi limitrofi, che storicamente hanno prelevato quantità superiori a 3.500.000 mc annui di acqua per uso irriguo;

inoltre, Siciliacque da circa un anno, per problematiche economiche, non effettua prelievi d’acqua dal Cimia.

Per sapere:

se non ritengono di dovere urgentemente adottare provvedimenti al fine di affrontare la nascente emergenza idrica nel territorio di Gela;

se non ritengono necessario, in particolare, predisporre l’avviamento di un modulo dell’impianto di dissalazione, nonché interventi di manutenzione alle valvole di fondo della diga Cimia e opere per la messa in sicurezza ed il ripristino definitivo della diga Disueri;

se non ritengono di dovere promuovere azioni affinchè Siciliacque ritorni a prelevare acqua dalla diga Cimia.