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Si è svolto oggi, nel Salone degli Specchi della Provincia, un Convegno organizzato dalla CGIL per discutere i punti critici della riforma sanitaria, applicata nella provincia di Messina non senza gravi incongruenze.
Liste d’attesa infinite, carenza di personale, insufficiente organizzazione amministrativa; questi i problemi che la CGIL ha voluto mettere in campo in una discussione che ha coinvolto i diretti “responsabili”. Erano presenti l’assessore Massimo Russo, autore della Riforma, e i direttori delle aziende sanitarie della provincia, Giuseppe Pecoraro (policlinico), Emanuele Giuffrida (ASP Messina), Armando Caruso (Papardo/Piemonte).
“La Riforma e la sua attuazione pratica non sta sciogliendo le criticità esistenti” ha affermato Franco Di Renzo, Responsabile del Dipartimento salute della CGIL Messina. Di Renzo ha condotto un’indagine in merito alla durata delle liste di attesa, che ha riportato dati molto interessanti. “Si può ottenere a pagamento la medesima prestazione in pochi giorni” nelle medesime strutture, accorciando i tempi della diagnosi e della cura. Tutto ciò a causa di un’organizzazione che non funziona. “Eppure sarebbe sufficiente applicare correttamente la Riforma”, ha commentato Carla Crocè, Segretaria generale Fp CGIL Messina.
La riorganizzazione della rete ospedaliera anziché puntare alla eliminazione delle unità operative ripetute, si limita a trasformare alcune Unità Operative Complesse in strutture semplici, con un risparmio in termini di personale medico e infermieristico quasi nullo e senza un miglioramento del rapporto posti letto/unità di personale. Secondo la CGIL di Messina bisogna intervenire al fine di raggiungere un miglioramento reale che favorisca la stabilizzazione del personale precario e permetta un’adeguata assistenza territoriale.