Sindaco: “corsie riservate e attenzione verso i marciapiedi sono il primo obiettivo”
L’amministrazione Stancanelli ha messo in cantiere il Piano della mobilità e del traffico del capoluogo etneo.
il sindaco di Catania- Raffaele StancanelliCatania è una città con seri problemi di viabilità dovuti al pendolarismo e alla mancanza di un’efficiente servizio di trasporto pubblico. Priva di una capillare rete metropolitana e con un servizio di trasporto su gomme che soltanto in alcuni tratti corre nella corsia riservata , Catania è una città oltretutto diseducata al rispetto del Codice della strada. Auto in divieto di sosta, parcheggiate in doppia file oppure sopra i marciapiedi fanno letteralmente parte del paesaggio urbano etneo. Dalla scorsa Estate i vigili urbani non lesinano sanzioni agli automobilisti indisciplinati, eppure il giorno dopo le strade sono ingombrate di vetture in palese violazione del Codice. Anche le ganasce non si sono rivelate un efficace deterrente, perché a Catania la viabilità dipende prima di tutto dal pessimo atteggiamento dei catanesi.
In questo scenario l’amministrazione è impegnata a realizzare il primo step, cioè dare una sede ai mezzi gommati. Un progetto scontato eppure sinora inspiegabilmente irrealizzato, il cui costo è stimato nell’ordine di cento euro al metro dai consulenti della mobilità del Comune di Catania.
assessore alla Viabilità - Antonio Scalia“Se riusciremo a proteggere il percorso dei mezzi gommati, e sono convinto che a Catania è possibile realizzare tale infrastruttura- spiega l’ingegnere Giacomo Guglielmo, esperto comunale alla mobilità- la velocità commerciale degli autobus urbani migliorerà di almeno 3-4 punti percentuali, passando dagli attuali 13 chilometri all’ora a venti chilometri all’ora”. “Si garantirà la regolarità delle corse- aggiunge l’ingegnere Alberto Pasqua- ovvero ciò che soprattutto interessa gli utenti”.
Dal buon funzionamento della corsia preferenziale dipende l’efficacia dei parcheggi scambiatori, dei servizi ferroviari e della circumetnea. Si ipotizza così un sistema integrato di trasporto pubblico alternativo alla metropolitana.
Non soltanto corsie preferenziali, parcheggi scambiatori, ferrovie. Al centro del Piano della mobilità sarà messo anche il marciapiede.
“Per un cieco è difficile spostarsi in città, anche con l’accompagnatore- spiega l’avvocato Castronovo, presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi- finché non si tutelerà il marciapiede per il pedone. Il marciapiede è l’elemento più importante non della mobilità, ma della vita della città: è l’unico spazio veramente pubblico”.
Il progetto della mobilità ha preso corpo durante gli Stati Generali. “Un appuntamento che taluni avevano inizialmente criticato- dichiara il sindaco Raffaele Stancanelli- invece sta dimostrando di essere il  terreno adatto al confronto tra l’amministrazione comunale e le associazioni di categoria ”. “Il passo successivo- prosegue Stancanelli- è l’elaborazione dei progetti sulla scorta di quanto abbiamo discusso, che saranno sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale”.
“Un’esperienza interessante- commenta l’architetto Giacomo Leone- al termine della quale l’amministrazione comunale dovrà dimostrare di possedere una grande capacità di sintesi”.