«Il consiglio comunale non si fa tirare dalla giacchetta da nessuno». Lo ha affermato oggi il consigliere comunale Massimo Rizzo nell’ambito di una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Palazzo Zanca, organizzata dal centrosinistra.

Il pomo della discordia è la Messina Social City, in questi giorni nell’occhio del ciclone per la mancata ratifica del contratto di servizio modificato a insaputa del consiglio comunale. Ma i consiglieri del centrosinistra rifiutano le accuse che li vogliono far passare come i colpevoli del mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti, per cui il sindacato Fiadel nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura.

«Quello che occorre evidenziare è l’assoluta libertà del consigliere comunale nell’adottare una decisione e nel votare in un determinato modo — ha detto il consigliere Massimo Rizzo — Negli ultimi giorni c’è stato un tentativo di strumentalizzazione sulle decisioni adottate dal consiglio. Vogliamo con forza ribadire che non intendiamo assolutamente essere tirati dalla giacchetta, né che il nostro voto sia ingiustamente interpretato. Questo consiglio comunale è assolutamente libero».

«Non abbiamo nessun interesse e nessuna voglia di mettere a rischio gli stipendi dei dipendenti della Messina Social City — ha affermato il consigliere Felice Calabrò — il nostro obiettivo è tutelare tutti i lavoratori. Tutti coloro i quali lavorano hanno diritto ad essere pagati». «Nessuna posizione politica, abbiamo studiato le carte» ha ribadito.

Il consigliere comunale Libero Gioveni si è soffermato sulle cause che hanno spinto il consiglio comunale a bocciare la variazione di bilancio: «Non possiamo non evidenziare che in una seduta ufficiale della commissione bilancio sono emersi gli errori che sono stati commessi dal direttore del dipartimento che sono stati evidenziati in modo lampante del segretario generale, che ha parlato di errori madornali. Da parte sua non abbiamo sentito dire nessuna parola, ci si è soffermati solo sull’aspetto politico, che ci può anche stare. Questo, ce lo dobbiamo dire, fa pensare il legame con l’amministrazione».

«Non possiamo nascondere una questione — ha detto il consigliere Gaetano Gennaro — abbiamo un’amministrazione assente da mesi. Il sindaco è l’assessore al bilancio e non viene in aula a difendersi le delibere. Il problema è che si vuole creare a tutti i costi una contrapposizione che non serve alla città e che non c’è mai stata. Il consiglio comunale è stato troppo spesso considerato troppo morbido, troppo accondiscendente rispetto ad alcune posizioni. In molti casi il consiglio si è comportato con una grandissima responsabilità con un’amministrazione che formalmente non ha una maggioranza. Gli atti vanno portati in consiglio comunale con tutti i crismi che si convengono. Noi non possiamo valutare degli atti che hanno dei problemi nella loro origine. Anche con l’amministrazione Accorinti è stata bocciata una variazione di bilancio. È assolutamente normale che sulle questioni di bilancio il consiglio si esprima in piena libertà e in piena autonomia. Non è normale che l’amministrazione che intende dare un indirizzo o una strada non sia presente: è il convitato di pietra». Invita inoltre a non alzare i toni, soprattutto alle figure che dovrebbero avere la funzione di cuscinetto sociale.

Per il consigliere Pergolizzi il problema è nato da un’ostinazione politica del sindaco De Luca di far partire Messina Social City dal 1° marzo, quando ancora probabilmente non si era pronti: «Oggi la Social City funziona con un contratto irregolare. Qualsiasi atto collegato alla Social City secondo me non si può porre in essere. Prima di sistema la questione del contratto di servizio, dopo facciamo la variazione di bilancio. Di fronte a un contratto non legittimo noi non ci piegheremo».

Alla conferenza stampa hanno partecipato i consiglieri Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Libero Gioveni, Massimo Rizzo, Nello Pergolizzi e Alessandro Russo, assente per impegni professionali Antonella Russo.