Avvocato siciliano, nato a Palermo nel 1964, è stato eletto sindaco a Sciacca per due volte. Aderisce nel ’98 all’Italia dei Valori, nel 2008 viene eletto alla Camera dei deputati e nel 2013 viene eletto segretario nazionale succedendo ad Antonio Di Pietro col duro compito di rilanciare il partito.

Ignazio Messina

Ignazio Messina

” L’Italia dei Valori è presente su tutto il territorio ed in Parlamento”.
”da anni siamo mobilitati contro il gioco d’azzardo e lo Stato ‘biscazziere’. Limitarne o vietarne la pubblicità non è un provvedimento sufficiente: il gioco d’azzardo va tout court vietato. ”

Secondo lei i partiti dovrebbero darsi delle regole per le candidature alle prossime elezioni? Si è votato la nuova legge elettorale contestata e per la quale saranno presentati dei ricorsi. Comunque anche nell’Italicum non si parla di ineleggibilità per i condannati o per i rinviati a giudizio, cosa ci può dire? Proporrete una legge sull’ineleggibilità,anzi sulla incandidabilità almeno per determinati reati?
E’ assolutamente prioritario che i partiti si diano delle regole. Prima della legge, infatti, occorre darsi un’organizzazione interna preventiva che deve essere ancora più stringente e che garantisca chiarezza e trasparenza ai cittadini-elettori. Noi di Idv non solo chiediamo il casellario giudiziale, ma effettuiamo un controllo rigoroso sulla storia e sul curriculum di chiunque ambisca a candidarsi a cariche interne del partito o alle elezioni, amministrative o politiche che siano. Una legge sull’incandidabilità c’è già, e se darà prova di non essere sufficiente interverremo certamente per migliorarla. È una buona legge elettorale, oltre a garantire candidature “senza ombre”, dovrebbe anche favorire un maggior legame dei candidati con i territori, e ridurre al minimo le liste predeterminate dai partiti.

Molte delle vostre storiche battaglie sono cavalcate da altri partiti, dal M5S alla Lega, cosa ne pensa?
Significa, evidentemente, che erano battaglie giuste e che sono entrate nel dibattito pubblico grazie al nostro impegno nel Paese e nel Parlamento. Sono temi che fanno parte del nostro dna costitutivo e che continuiamo a portare avanti con la massima determinazione. Che gli altri ci abbiano copiato può far piacere, ma la primogenitura resta indubitabilmente dell’Italia dei Valori. Dunque perchè scegliere i replicanti invece degli originali?

L’Italia dei Valori esiste?
È ancora un partito presente sul territorio?

Siete rappresentati in Parlamento?
Siamo presenti su tutto il territorio nazionale con una fitta rete di consiglieri comunali, regionali, sindaci, assessori in grandi e piccoli Comuni (come Napoli). In Parlamento siamo rappresentati alla Camera dal portavoce parlamentare Nello Formisano e al Senato da Alessandra Bencini e Maurizio Romani, quest’ultimo vicepresidente della Commissione Sanità.

Quali sono, oggi, le principali battaglie dell’Italia dei Valori?
Continuiamo ad impegnarci, con rinnovata energia ed ogni giorno, sui temi che riteniamo prioritari per l’Italia, a partire dalla lotta alla corruzione che ‘mangia’ ogni anno circa 60 miliardi di euro, distruggendo le speranze delle nuove generazioni e le possibilità di sviluppo sano del Paese, in particolare del Sud, che appare tuttora in grande difficoltà. Lottiamo contro la terribile legge Fornero che ha impoverito gli italiani, e siamo gli unici ad aver presentato una riforma delle pensioni completa ed organica che punta sulla flessibilità in uscita così da garantire ai giovani più possibilità di occupazione. Riteniamo che la sfida della diffusione della cultura della legalità e lo sviluppo del Mezzogiorno debbano essere i punti prioritari del programma di governo, e per questo ci battiamo con i nostri alleati. Inoltre, da anni siamo mobilitati contro il gioco d’azzardo e lo Stato ‘biscazziere’. Limitarne o vietarne la pubblicità non è un provvedimento sufficiente: il gioco d’azzardo va tout court vietato. Ne guadagnerebbe lo Stato, che spende più per affrontare le ricadute sanitarie e sociali di questo gravissimo fenomeno rispetto a quanto incassa tassando slot, vlt e simili, e soprattutto centinaia di migliaia di famiglie non si ridurrebbero sul lastrico. Con un enorme vantaggio in termini di vivibilità e serenità complessiva di vita dei nostri concittadini, in particolare delle fasce della popolazione più fragili e più esposte.

L’Italia dei Valori appoggia lo stesso governo di Alfano e e Verdini, siete un partito che appoggia il governo Renzi ma non avete rappresentanti nel governo, come vi trovereste a sedere accanto ad un Alfano o ad una Lorenzin?
Verdini e la sua componente non sono al governo. Hanno votato le riforme perchè evidentemente le condividevano. E, naturalmente, sono liberi di farlo così come lo sono altri che eventualmente si trovassero d’accordo con i provvedimenti varati dall’esecutivo. Una cosa è, però, condividere provvedimenti singoli, sui quali è possibile una convergenza episodica nell’interesse del Paese, un’altra è appoggiare una linea politica. Noi appoggiamo la linea politica del governo, ma ciò non vuol dire rinunciare alla nostra identità, alle nostre battaglie o alla nostra autonomia. Se non siamo d’accordo lo diciamo apertamente e ci impegnamo affinché le nostre idee possano arricchire il dibattito e la proposta politica dell’intera coalizione di centrosinistra. Gli alleati, anche di un governo “di emergenza” come questo, un esecutivo dalle caratteristiche politiche particolari, discutono, e poi decidono. Noi non facciamo battaglie ad personam: sono i temi il vero discrimine che segna l’identità di una coalizione. E che sono quindi condizione essenziale per stare o meno all’interno di un’alleanza politica.

Ad oggi qualcuno potrebbe considerare l’Italia dei Valori una stampella del Partito democratico. Per quale motivo si dovrebbe votare l’Italia dei Valori e non direttamente il PD?

Ignazio Messina

Ignazio Messina

L’espressione stampella non ci si addice. Perchè, pur essendo alleati, siamo autonomi. E non abbiamo alcun timore ad essere critici, quando ce n’è bisogno. Se si vuole dare più forza alle battaglie per la legalità, per il Sud, per difendere le fasce deboli, ad un partito il cui dna non è mai cambiato dalla sua fondazione, a chi ha e avrà candidati senza nemmeno un’ombra, allora occorre votare Idv. Essendo in coalizione, peraltro, è un voto doppiamente utile perchè ogni voto rafforza noi ma anche una coalizione di governo che, tanto più plurale sarà, tanto più sarà rappresentativa degli elettori che credono in un centrosinistra moderno e plurale. Perchè un monoblocco Pd non sarebbe utile a nessuno. Avere un alleato leale ma non subalterno, propositivo, costruttivo, è un elemento positivo che contribuisce a rendere più avanzata la coalizione e più efficaci le risposte alle domande di giustizia sociale ed economica che provengono dai cittadini-elettori.

La Costituzione italiana era una delle costituzioni più apprezzate del mondo, pensa che dopo le modifiche apportate da questo governo manterrà questo primato?
Certo. Noi di Idv, in ogni caso, saremo in prima linea per respingere eventuali attacchi che dovessero snaturare la nostra Carta, i cui principi ispiratori sono di un’eccezionale modernità ed equilibrio.

La situazione internazionale oggi non è delle migliori, lei cosa propone per la lotta al terrorismo islamico?
Contro il terrorismo ci vogliono rigore e unità, non divisioni e paura. Bisogna potenziare intelligence, controlli e azione politica. L’opzione militare non credo possa essere risolutiva. Come Idv abbiamo chiesto di investire di più sulla sicurezza attingendo alle risorse del Fondo Unico Giustizia, dove sono depositate somme liquide per circa 1,5 miliardi di euro che si potrebbero in parte utilizzare per potenziare le tecnologie, fornire più mezzi e assumere più uomini nelle forze dell’ordine. Più risorse al comparto significa più sicurezza complessiva per i cittadini.

È noto che lei circola per Roma come una persona comune, utilizzando i mezzi pubblici, sopratutto in metro ed in aeroporto o in stazioni e oggi con il pericolo degli attentati dell’Isis, ha paura, si limita negli spostamenti?
Assolutamente no. E invito tutti a non cambiare alcuna abitudine. E comunque i politici dovrebbero essere i primi a dare un esempio di sobrietà.

Crede che possa avere ripercussioni sull’economia del nostro Paese?
Non credo. D’altra parte le più recenti analisi economiche confortano questa mia sensazione.

Roma, Giubileo e Isis, cosa ne pensa?
Che dobbiamo continuare a vivere esattamente come prima. Lo Stato deve proteggerci, e i cittadini devono collaborare fattivamente con le forze dell’ordine in caso di necessità o di situazioni sospette. Con attenzione, ma senza allarmismi. Preferisco subire il piccolo disagio di qualche controllo in più, o di qualche lieve compressione del diritto alla privacy (senza che però ciò diventi una lesione ingiustificabile ed eccessiva) se ciò può servire a farci sentire tutti più sicuri.

Sinceramente, quando incontra un mussulmano o una donna con il volto coperto anche parzialmente, ha paura?
Assolutamente no.

Torniamo in Italia, anzi in Sicilia terra sicura per quanto riguarda il terrorismo dell’Isis perché protetta dalla mafia. Anche in Sicilia appoggiate il governo Crocetta?
Il riferimento all’Isis che in Sicilia sarebbe tenuto lontano dalla mafia è del vicepresidente della Commissione Antimafia Fava: affermazioni che noi riteniamo di una gravità inaudita e che rischiano di diffondere un messaggio devastante. Ma, otre ad essere incredibili, queste dichiarazioni sono anche insensate: è noto, infatti, come le infiltrazioni criminali favoriscano il commercio di armi, sviluppino i traffici illeciti e nel complesso rappresentino un fattore di ulteriore pericolo per i cittadini e per la tenuta democratica delle istituzioni. Che un rappresentante istituzionale, a maggior ragione in quanto vicepresidente della Commissione Antimafia, avvalori in qualche modo l’equazione “grazie alla mafia si può stare più tranquilli”, è davvero un fatto gravissimo. Inconcepibile. Così si degrada il ruolo dello Stato a comprimario e si assegna alla mafia, e per analogia anche delle altre organizzazioni criminali, quello di fattore in grado di rassicurare i cittadini. La criminalità organizzata è un tumore che infetta l’Italia, senza se e senza ma. Ogni ambiguità sul tema non può essere consentita. Abbiamo chiesto alla presidente della Commissione Antimafia Bindi di intervenire e sconfessare queste dichiarazioni assurde e ingiustificabili.
Quanto a Crocetta, riteniamo – e non da oggi – che sia un pessimo governatore, che con il suo malgoverno, i continui cambi di giunta, una schizofrenia politica che si è trasformata in completa inaffidabilità, abbia contribuito ad isolare politicamente la Sicilia e a peggiorare la condizione, già difficile, dei siciliani. Prima va a casa e meglio è. Ma, purtroppo, Crocetta non ha nessuna intenzione di mollare la poltrona (così come non ce l’hanno i consiglieri regionali che, con le dimissioni, potrebbero mandarlo a casa. L’esempio di Ferrandelli, purtroppo, è rimasto drammaticamente isolato). Le dimissioni, in Italia, sono una pratica assai poco diffusa, purtroppo. E Crocetta ha capito che, una volta terminato il suo incarico, non avrà alcun futuro politico e quindi rimane doppiamente abbarbicato al suo ruolo. Nonostante il clamoroso insuccesso politico e amministrativo, le inchieste, gli assessori continuamente cambiati o che, come la Borsellino, sono stati costretti a dimettersi per “motivi etici”, e l’acuirsi dei problemi economici e sociali di un territorio che meriterebbe ben altro. La Sicilia avrebbe bisogno di un presidente di Regione che abbia un’idea di sviluppo ben precisa in testa, una strategia politica di alto profilo, non certo di un governatore che pensa solo ad una mera sopravvivenza politica. La sua.