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Il sindaco Giuseppe Buzzanca chiama a sé i suoi consiglieri di maggioranza, ma c’è chi non si presenta, il capogruppo dell’mpa Sebastiano Tamà, il presidente del Consiglio comunale Pippo Previti, Antonino Restuccia e Nino Carreri, risorgimento messinese, danno forfait e spiegano le ragioni del gesto in una lettera dai seguenti contenuti: Signor Sindaco, in riferimento all’odierna Sua convocazione della maggioranza di Palazzo Zanca, in ordine alla manovra economica al vaglio del Consiglio Comunale, le comunichiamo la decisione del gruppo consiliare del Movimento per l’Autonomia di non partecipare all’incontro.

La necessità di una verifica sullo stato di attuazione del programma e l’improcrastinabilità di una più incisiva azione di Governo in tutti i settori della vita amministrativa, con particolare riferimento allo sviluppo, al lavoro, alla qualità della vita ed al sociale, hanno indotto i consiglieri autonomisti, prima ancora di assumere qualsiasi  posizione, a richiedere la convocazione urgente per lunedì 19 dell’ ufficio politico del partito, alla presenza delle sue più alte rappresentanze istituzionali regionali e nazionali.
Oggi in attesa che aprissero i lavori del consiglio comunale, convocato per le ore 11, ma come al solito il ritardo e d’obbligo, ne approfittiamo per ascoltare dalla viva voce di Sebastiano Tamà le vere motivazioni della non presenza e cosa chiedono per risedersi al tavolo.

Tamà tende a precisare che l’assenza non è contro l’amministrazione Buzzanca, ma è un gesto dal sapore politico, richiama quei rapporti che sono stati messi in atto e scritti, dai reperi e dai refici politici regionali e nazionali circa la nostra presenza nel contesta dell’amministrazione, che prevedeva posizioni diverse rispetto a quelle che in atto manteniamo.

Continua Tamà dopo l’uscita dell’assessore Romano, per i noti motivi di incompatibilità, tutto è rimasto allo status quo, quindi la nostra compartecipazione alle responsabilità, ci spetta un ruolo ben chiaro.
Il nodo cruciale sembra essere l’assenza in giunta di un esponente dell’Mpa, nessuno ha sostituito Fortunato Romano quando si è dimesso, L’unica autonomista nell’esecutivo, infatti, è Pinella Aliberti, espressione della corrente di Cateno De Luca che non è più così facilmente individuabile. “Sicilia Vera”, il gruppo consiliare fondato dal sindaco di Fiumedinisi, è slegato dall’Mpa, così come lo è il gruppo parlamentare che De Luca ha creato all’Ars.

A tal proposito Sebastiano Tamà ha da dire la sua, un gruppo consiliare va rispettato per quello che è, deve avere una espressività elettiva, mentre qui ho raccolto un passaggio poco lindo, circa due mesi fa,  Cateno De Luca fa una conferenza stampa ed annuncia la nascita di un nuovo partito, che probabilmente sarà formalizzato in questi giorni alla regione, mentre qui ho visto dietro la porta un partito nuovo.