Si è svolta ieri sera presso l’ex Chiesa di S. Maria Alemanna la presentazione di “La sinistra e la scintilla. Idee per un riscatto” di Giuseppe Provenzano. L’autore, classe 1982 ed origine nissena, è vicedirettore della Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, è membro della Direzione nazionale del Pd.

Dov’è la Sinistra? Cosa è rimasto di Sinistra oggi?
A chiederselo, insieme all’autore, la giornalista Manuela Modica e il costituzionalista Antonio Saitta. E a quanto pare, nell’ora nera del dilagante irrazionalismo oscurantista no vax e terrapiattista, della vera Sinistra e dell’Ideologia sembra sia rimasto ben poco.

Una panoramica, quella descritta nel piccolo libretto, che tiene conto di una crisi che non attraversa soltanto la politica odierna. Con uno sguardo retrospettivo, il testo guarda alla da poco conclusa stagione renziana e al suo fallimento; voltandosi ancora più indietro, appare forse più nitida l’immagine del sistema politico Italia incapace, nel tempo, di riadattarsi a scenari differenti, a partire da Berlino 1989 e via via, proseguendo, passando dalla Seconda Repubblica fino ai giorni nostri.

Una forza liberista moderata è tutto quello che oggi rimane della vera Sinistra, macchiatasi – nelle parole dell’autore – “di una deriva neoliberista” quanto più distante dalla propria ragion d’essere anticapitalistica, quanto meno capace di ritrovare la propria essenza e dunque, assai lontana dalla possibilità di ricevere consensi popolari, lì dove essa ha tradito le proprie categorie valoriali, a cominciare dall’inclusione sociale e dall’occupazione.

Non si parla solo di sconfitte però. Provenzano, che non vede tutto nero, prova a rischiarare l’orizzonte (merito di una seconda riscrittura del testo) attraverso una progettualità che si rivolge al passato, al socialismo democratico, a suoi valori di uguaglianza nella libertà. Una pars costruens che parla di responsabilità, di lotta, di militanza, di riscatto e soprattutto di lavoro.