È trascorso un anno dalla vittoria dell’onorevole Cateno De Luca, divenuto Sindaco della città di Messina con oltre 47000 preferenze, un periodo sicuramente insufficiente per fare una seria valutazione dell’azione amministrativa della Giunta in carica. Durante i primi anni di amministrazione, come sempre, sono i progetti della Giunta precedente a vedere la luce e a vedersi realizzati, la maggior parte dei risultati arrivano anche dopo diversi anni dalla fine del mandato e non per meriti politici, ma per questioni meramente tecniche.

Se da una parte è ancora prematuro valutare i risultati raggiunti in appena un anno di amministrazione, dall’altra si può già intravedere l’indirizzo politico e l’idea di città che si vuole perseguire.

Penso alla gestione delle partecipate, alle nomine di natura tecnica e politica, alla viabilità.

Possiamo azzardare che in realtà questo primo anno, intervallato da diversi mesi di campagna elettorale, sia stato impiegato non tanto per cambiare volto alla città, ma per gettare le basi per la prossima candidatura dell’onorevole De Luca alla presidenza della Regione.

Di questa sua lecita ambizione il Sindaco non ha mai fatto mistero, anzi l’aveva più volte esternata durante la propria campagna elettorale.

Diventa, quanto mai, inutile recriminare il mancato interesse del nostro istrionico Sindaco per la città di Messina.

Il treno dei desideri, che nei miei pensieri all’incontrario va, come cantava Celentano, a distanza di circa un anno perde vagoni.
C’è chi è sceso alla prima fermata perché ha visto il conferimento dell’agognato incarico a qualcun altro più dotato elettoralmente e c’è chi è saltato giù in corsa perché aveva confuso la campagna elettorale del Sindaco con la realtà.

E come biasimarli del resto: dopo anni trascorsi ad autoincensarsi e a promettere il paradiso terrestre, finisci per crederci. Poi c’è anche chi, come me, non ambiva a incarichi politici e non era stato neanche fulminato sulla via di Damasco, ma aveva dato il proprio consenso all’onorevole De Luca per pura strategia, sul piano teorico non del tutto insensata.
Devo ammetterlo, pensare di vivere in una città in cui se si è all’opposizione la si fa veramente ha influenzato notevolmente il mio ragionamento, tralasciando erroneamente le variabili del genere umano con le proprie debolezze.
È il caso dello scudo stellare chiamato “il bene della città” che viene brandito ogni volta che si rischia di ritornare alle urne.

Giuseppe Sanò

Lo confesso, ho preso una cantonata. Pensavo all’entourage di Bramanti e trascuravo quello di De Luca, che sarebbe stato posizionato nei medesimi posti. Certo, non avevo neanche previsto i rimpasti tattici e l’aumento del numero degli assessori che hanno attirato nuovi e vecchi lupi della politica.

 

Tra un paio di giorni verrà spenta la prima candelina dell’Amministrazione e mentre si discute di dimissioni natalizie o estive, il Sindaco rilancia chiedendo ai consiglieri comunali di fare altrettanto.
Cosa fare?
I partiti che sono all’opposizione, quasi tutti al netto dei nuovi acquisti di De Luca, come intendono agire? Il modus operandi del Sindaco è stato validato, così come l’obiettivo finale di diventare il Presidente della Regione, quest’ultimo però, necessita la conquista di ulteriore consenso per essere realizzato e tra qualche mese le condizioni potrebbero essere favorevoli.

Dunque, da qui ai prossimi tre anni i cittadini messinesi, in un caso o nell’altro, che sia luglio o dicembre, assisteranno solo a campagne elettorali. Ritornerà il tram volante, scompariranno le baracche, arriverà il primo pilastro del ponte sullo Stretto e sulla spiaggia di Capo Peloro sventolerà la bandiera blu.

Giuseppe Sanò