In merito al pronunciamento della Consulta, l’on. Franco De Domenico ha diffuso alcune:  precisazioni:  “nell’interesse esclusivo della verità e al fine di evitare, sia una incomprensibile errata interpretazione del contenuto dell’Ordinanza n. 162, pronunciata dalla Corte Costituzionale, sia maldestri tentativi di provare ad incidere sul futuro giudizio”.

  1. Contrariamente a quanto affermato, la Corte Costituzionale non ha dato ragione a Laccoto, perché se avesse voluto dare ragione allo stesso si sarebbe espressa con una sentenza di rigetto della questione di legittimità costituzionale. La Corte, peraltro, non è eppure entrata nel merito della questione, trattandosi di una ordinanza di mera inammissibilità.
  2. La Corte compie, invece, un’ampia disamina sia delle ragioni a favore delle tesi dell’On. De Domenico (in numero assolutamente prevalenti), che di quelle del sig. Laccoto (in numero assolutamente esiguo), per concludere con una ordinanza di inammissibilità che non condiziona assolutamente il giudizio futuro (come si vuol far credere), ma invita il Giudice remittente ad esaminare la fattispecie sollevata, alla luce di una normativa più ampia che riguarda la materia delle competenze regionali.
  3. Alla luce degli unici fatti concreti (il testo dell’ordinanza n. 162), pertanto, una volta rivalutata la questione il Giudice ordinario potrà o ri-proporre la questione di Costituzionalità che tenga conto della richiamata normativa, ovvero decidere, ma senza alcun vincolo condizionamento.

In conclusione -afferma l’On. De Domenico– la questione non è affatto chiusa.
E’ vero, l’interpretazione delle sentenze non è scienza esatta, ma leggere che questa sentenza sia una vittoria di Laccoto è certamente fuorviante e priva di qualsiasi fondamento giuridico, frutto della decontestualizzazione di un passaggio della Ordinanza. Attendo, pertanto, una decisione definitiva, con fiducia e rispetto nella magistratura, rimanendo convinto delle mie ragioni; continuo, perciò, ad operare a pieno titolo quale Deputato regionale nell’esclusivo interesse degli oltre 11 mila messinesi che liberamente mi hanno dato questo mandato”.