Finalmente, dopo 18 anni viene approvato dalla commissione Attività Pruduttive dell’ARS un ddl che favorisce pescaturimo, ittiturismo e vendita diretta, viene, inoltre, istituito il Registro identitario della pesca mediterranea e dei borghi marinari, al quale sinceramente ci auspicheremmo di far parte con i villaggi rivieraschi. All’ottima notizia si aggiunge la comunicazione ufficiale dell’approvazione del nuovo fondo per gli affari marittimi e per la pesca, che prevede, tra l’altro, l’incremento delle risorse destinate alla pesca artigianale ed è lo stesso assessore regionale Edy Bandiera a dichiarare la fine dell’epoca in cui, l’Unione Europea finanziava la rottamazione delle barche e la definitiva fuoriuscita dei pescatori dell’attività di pesca.

Purtroppo, queste buone notizie vengono offuscate dall’avviso di sgombero dei litorali dalle imbarcazioni entro il 15 di aprile.

Obiettivamente, le nostre spiagge non sono certo un modello di attrattiva turistica e concordiamo con l’Amministrazione, che sia necessario restituirle al decoro, applicando un processo di pulizia e rimozione di quelle vecchie carcasse d’imbarcazioni abbandonate, così come tutte le attrezzature non a norma presenti sulle spiagge. Ho apprezzato, infatti la reale intenzione di quest’Amministrazione di dotare le nostre spiagge di docce e di intraprendere un’importante attività di pulizia, finalizzata all’ottenimento della famosa bandiera blu.

Vivendo il mare in prima persona e dedicandomi costantemente ad attività di tutela dell’ambiente marino, sono stato contattato da più di un pescatore preoccupato ed allarmato, per avere un momento di confronto sull’argomento.

A nutrire più di una preoccupazione vi è anche il consigliere della VI circoscrizione Antonino Lambraio, che è stato letteralmente sommerso dalle telefonate. Quest’ultimo, infatti, ritiene indispensabile indire un tavolo tecnico presso i locali della circoscrizione, per chiarire come regolarizzare lo stazionamento dei natanti e discutere del leggendario PUDM, che normerebbe finalmente l’utilizzo del demanio marittimo, consentendo ai cittadini di sfruttare al meglio i nostri litorali. Difficile immaginare un borgo marinaro senza barche, parte integrante dei provvedimenti europei e regionali.

La pesca professionale, ma soprattutto quella sportiva, praticata da migliaia di messinesi, permette la sopravvivenza anche di attività commerciali legate al comparto pesca. Risulta insufficiente anche l’eventuale ricorso alle ditte detentrici della concessione di quei tratti di spiaggia adibiti al ricovero barche, le uniche che trarrebbero vantaggio dal provvedimento. Dunque, si rendono necessari chiarimenti e rassicurazioni sulle modalità d’intervento di sgombero annunciato da quest’Amministrazione, poiché il fine più importante rimane la tutela delle attività tipiche dei borghi marinari, così come avviene in tutte le località marine a vocazione turistica.

Giuseppe Sanò 

Questa lettera è stata inviata al Sindaco di Messina Cateno De Luca, all’Assessore con delega all’Ambiente Dafne Musolino ed al Presidente della VI Circoscrizione Maurizio Mangraviti