Le immagini mostrano un gruppo di minori stranieri non accompagnati presso un cantiere-scuola di un centro autorizzato di Catania, dove stanno apprendendo i mestieri che dovrebbero aiutarli al fine dell’inserimento lavorativo (Ph. Flora Bonaccorso).
L’età presunta dei minori stranieri
Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha dedicato una speciale attenzione alla procedura di identificazione delle persone di minore età, stante che l’età presunta è “determinante nel definire il confine tra chi è espellibile e chi non può essere espulso o
respinto ed è quindi meritevole di protezione”. Nella Relazione presentata al Parlamento nel 2018, il Garante dichiara:
“Nel corso delle visite effettuate e dell’attività di monitoraggio delle operazioni di
rimpatrio forzato, come Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ho rilevato un grave deficit di attuazione
della legge anche a distanza di mesi dalla sua introduzione nell’ordinamento,
ravvisando la reiterazione delle prassi preesistenti con l’avvio di accertamenti
socio-sanitari senza il coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria. Ho peraltro
constatato la mancata conoscenza delle relative disposizioni sia da parte delle
Forze di Polizia che della Magistratura onoraria.
Ciò considerato, ritengo dovrebbe essere riconosciuto anche al Garante nazionale, in
quanto organismo di garanzia deputato alla prevenzione di violazioni dei diritti fondamentali, il potere
(oltre che di mero obbligo di segnalazione di cui certamente è titolare) di chiedere il procedimento
di accertamento dell’età in caso di fondato dubbio, con conseguente obbligo dell’Autorità giudiziaria
di provvedere a tale richiesta con una decisione motivata e impugnabile.
Nell’attività di visita alle strutture e di monitoraggio delle procedure di rimpatrio
forzato, ho rivolto massima attenzione non solo alle misure
approntate a tutela dei soggetti vulnerabili ma anche all’individuazione delle
vulnerabilità. A tal proposito, uno dei maggiori aspetti considerati riguarda
l’identificazione delle persone di minore età. Essa infatti risulta determinante,
nel caso di soggetti non aggregati a un nucleo familiare, nel definire il confine
tra chi è espellibile e chi non può essere espulso o respinto ed è quindi
meritevole di protezione. Pertanto, fin dai primi mesi dalla sua entrata in
vigore, ho dedicato particolare interesse all’attuazione della Legge 7
aprile 2017 n. 47, la cosiddetta legge Zampa, che ha segnato un passo decisivo
nel perfezionamento del sistema di norme poste a tutela dei minori stranieri
non accompagnati.
Già il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2016 n. 234, espressamente
riferito ai minori non accompagnati vittime di tratta, aveva introdotto alcune fondamentali garanzie
in tema di accertamento dell’età, ma è solo con l’entrata in vigore della legge n. 47 del 2017 che il
legislatore ha stabilito una procedura uniforme e puntuale per la determinazione dell’età dei minori
stranieri che fanno ingresso nel nostro Paese senza figure adulte di riferimento.
Le garanzie essenziali introdotte in tema di identificazione riguardano in particolare:
la previsione che esclusivamente quando sussistano dubbi circa l’età dichiarata e la persona non
disponga di documenti identificativi, sia solo la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i
minorenni a poter disporre accertamenti socio-sanitari volti alla determinazione della stessa;
l’obbligo di informativa alla persona straniera interessata e alla persona che temporaneamente
esercita i poteri tutelari;
la multidisciplinarietà dell’approccio nello svolgimento dell’accertamento socio-sanitario;
la comunicazione dell’esito dell’accertamento al minore con l’indicazione del margine di errore
nella relazione sanitaria;
l’adozione di un provvedimento di attribuzione dell’età da parte dell’Autorità giudiziaria (Tribunale
per i minorenni, come previsto dal sopravvenuto articolo 2 del Decreto legislativo 22 dicembre
2017 n. 220) e la relativa notifica allo straniero interessato e alla persona che temporaneamente
esercita i poteri tutelari;
l’impugnabilità del provvedimento.
La norma è di fondamentale importanza e segna il definitivo superamento delle prassi di Polizia che,
in assenza di una disciplina organica erano proliferate. Tali prassi risultavano per lo più improntate al
ricorso d’ufficio alla tecnica diagnostica della radiografia ossea e in qualche caso trovavano temperamento
in alcuni Protocolli predisposti a livello locale, promotori di un approccio multidisciplinare.Il
procedimento per l’accertamento dell’età di un cittadino straniero è adesso riportato all’interno delle
garanzie apprestate dal sistema giurisdizionale: la nuova normativa è molto chiara nell’attribuire al
Procuratore presso il Tribunale per i minorenni il compito di avviare un accertamento socio-sanitario
in tutti i casi in cui persista un fondato dubbio sulla minore età di un cittadino straniero e al Tribunale
per minorenni, acquisita la relazione sull’accertamento socio-sanitario, la competenza ad emanare un
provvedimento, motivato e impugnabile, di attribuzione dell’età”.