Che piaccia o no, il tema del Sovranismo è entrato nell’agenda politica.

In parole semplici, Sovranismo è proprietà della moneta da parte dello Stato attraverso la sua Banca. Il Sovranismo è dunque antitetico alla Globalizzazione, che invece necessita della moneta unica tra gli Stati, in funzione della libera circolazione delle merci.

L’attuale tendenza al ripiegamento in una sorta di “individualismo statale” deve essere ricercata nella percezione della Globalizzazione.

Sua Santità Benedetto XVI ha dichiarato: “E’ sia un paradosso sia una tragedia che in questa era di globalizzazione, quando le possibilità di comunicazione e di interazione con gli altri hanno raggiunto un livello che le generazioni precedenti non avrebbero quasi neanche potuto immaginare, così tante persone si sentano isolate e tagliate fuori. Se il bene comune è il bene di noi tutti individui, famiglie, gruppi intermedi uniti in comunità sociale, allora – prosegue a dire Sua Santità – in tempo di globalizzazione il bene comune va considerato e promosso anche nel contesto delle relazioni internazionali”. Basti riflettere che la crisi di uno Stato può trasformarsi in “catastrofe umana” per gli abitanti dei Paesi deboli. Chi lavora nei centri di accoglienza conosce bene il dramma delle famiglie dei migranti indebitate per pagare il viaggio al loro parente, perché l’emigrazione, ovvero la speranza di trovare condizioni di vita migliori altrove, è la speranza di tutta la famiglia nella terra di origine. E se il Paese che accoglie non è in grado di offrire un lavoro, allora tanto vale la disperazione di chi resta e lo sradicamento dal proprio contesto culturale di chi è partito. Conclude infatti Sua Santità Benedetto XVI: “Il diritto della persona ad emigrare è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti. Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto ad emigrare, va riaffermato il diritto a  non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra. Il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti”.

Non vi è dubbio che al fine del bene comune occorra rivalutare il ruolo e la partecipazione dei cittadini come degli Stati.