LUCA ELLER: Il post su facebook, la mafia e il suo arresto del 1998.

Anche oggi il caso ELLER ha praticamente monopolizzato un intero consiglio comunale. Infatti votata in fretta e furia la IUC, l’imposta comunale unica che fra l’altro tratta di questioni delicatissime come i rifiuti ed il costo a carico di cittadini, il consiglio ed i consiglieri hanno aperto le danze sulla questione del post sulla mafia a messina scritto ormai giorni fa dall’assessore al bilancio LUCA ELLER.

Presente in aula anche il vice sindaco Cacciola, al posto del sindaco Renato Accorinti costretto a letto per un’influenza.
La parola in prima battuta è stata data proprio a LUCA ELLER che ha avuto modo di fare chiarezza sulle intenzioni del post. Alzatosi in piedi per parlare con la solita meccanica sicurezza marziale ELLER ha riferito cercando di sminuire la questione che non avrebbe avuto modo in questo fine settimana, passato a casa con la moglie, di seguire con attenzione la questione. E probabilmente potrebbe essere anche vero visto che LUCA ELLER non ha da subito ben colto l’aria che si respirava in aula consiliare.
ELLER così l’ha buttata temerariamente sul personale spiegando che il contenuto del post fosse indirizzato solo ai suoi amici toscani. Insomma una opinione personale, appunto, generalista e non necessariamente riferita a Messina. A ciò è seguito, quindi, un ormai conosciuto ELLER quasi più sociologo che economista, quasi vittima di persecuzione mafiosa anche lui ed in particolare camorristica visti i suoi raccontati trascorsi a combattere contro la criminalità organizzata in Campania.

Un discorso di introduzione fin troppo vago e ammantato dal solito tono di docente formatore che ha fatto ancora di più agitare il consiglio comunale già di suo davvero carico.

Sono così seguite al discorso chiarificatore di ELLER, inevitabilmente, una serie di interventi da parte dei consiglieri che alla fine possono essere, quasi tutti, riassunti in una parola ed in una richiesta: dimissioni.

Quasi tutti i consiglieri, infatti, hanno chiesto ad ELLER un passo indietro, tranne i consiglieri Santalco e Fenech.
I commenti invece più radicali sono stati quelli della Lo Presti, di Trischitta e Zuccarello.

Insomma un’altra giornata di lavori consiliari, come ieri quelli di ben due commissioni, che hanno portato via tempo prezioso alla città su una questione che alla fine potrebbe essere riassunta con il titolo dell’opera di William Shakespeare “Molto rumore per nulla“.

Ed infatti alla fine degli interventi il nulla.
Alle richieste di dimissioni è seguita la dichiarazione di una probabile ed improbabile al tempo stesso “pausa di riflessione” da parte di Eller, ma circoscritta ad eventuali interventi. E sarebbe stata una vera debacle se l’assessore al bilancio, in un momento in cui il bilancio non c’è e senza di quello nessuna operazione economico finanziaria sarebbe fattibile per Messina, se ELLER si fosse davvero dimesso.

Unico punto interessante di chiarezza quello riferito alla vicenda che vide coinvolto LUCA ELLER nel 1998.
L’11 febbraio infatti di quell’anno, LUCA ELLER VAINICHER, allora ragioniere generale del comune di Sesto Fiorentino, si vede notificare un ordine di arresto ai domiciliari per aver accettato e ricevuto presunte tangenti da 20 milioni di lire al mese.

Una vicenda risalente ad un’inchiesta iniziata negli anni 80 riguardante lo smaltimento dei rifiuti. Epoca in cui LUCA ELLER, il nostro attuale assessore al bilancio, era direttore commerciale dell’azienda per i servizi ambientali di Firenze. Con lui finirono ai domiciliari anche Mariano Fornaciari, 44 anni, di Porcari (Lucca) e Mario Rattà, 54 anni, di Voghera, legati alla società Italrifiuti. Una vicenda che già da qualche tempo serpeggiava sui social network, rimbalzata da una notizia di stampa, unico riferimento disponibile in rete, fornita dall’archivio storico de IL TIRRENO di Livorno. Ma ELLER oggi ha riferito anche su questo, cercando di fare chiarezza e tranquillizzando tutti su una ormai antica vicenda, finita con il suo pieno proscioglimento.
Insomma un “tortino” come lo ha definito lo stesso ELLER, fiorentinamente parlando. Una “tarigghia” diremmo noi in siciliano.

Un tentativo della criminalità organizzata, con il tentativo di rimuoverlo da una posizione chiave che senza di Eller avrebbe potuto fruttare molti soldi, vista la sua dichiarata incorruttibilità. Le carte sono disponibili ha detto ELLER e consultabili presso il tribunale di Firenze, visto che fu la Dia ad occuparsene. Tutto chiarito? Probabilmente.

Ma l’atteggiamento del vicesindaco Cacciola e quello della consigliera Fenech dimostrano di non aver digerito l’errore di comunicazione di ELLER che da oggi probabilmente modererà un pò di più la sua sicumera in comunicazione, peraltro da lui stesso definita “leggera come un elefante in una cristalleria”.

E magari adesso si potrà finalmente tornare a parlare di cose serie.

Come il Bilancio di previsione, ad esempio, e la sua quinta versione.