«C’è una Sicilia che resiste. È la Sicilia che ha fermato la costruzione dell’inceneritore di Milazzo e le trivelle a Licata. È la Sicilia che si batte contro le discariche, contro il MUOS, per la bonifica dei territori devastati dalle produzioni inquinanti, per il reddito, per diritti e dignità sui luoghi di lavoro, in favore dei fratelli migranti. È la Sicilia che lotta per la continuità territoriale e che rivendica infrastrutture di prossimità, la messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico, servizi pubblici dignitosi, che vuole l’acqua nel rubinetto e non il Ponte sullo Stretto. È la Sicilia che il Ponte sullo Stretto lo ha già sconfitto una volta e che sarà costretta a rifarlo contro l’alleanza di partiti, sindacati e associazioni imprenditoriali che, negli ultimi tempi, ha dato vita ad un rinnovato attivismo sì ponte».

È questo il manifesto dell’assemblea dell’Associazione NO al PONTE che si è svolta ieri nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Una tappa con l’obiettivo di ricompattare gli oppositori in un’unica rete e partecipare alla Marcia per il clima e contro le Grandi Opere del 23 marzo a Roma, radunando dalla Sicilia quante più persone possibili.

Il movimento rompe il silenzio mantenuto per anni: «Non volevamo entrare nei loro teatrini», hanno ribadito Luigi Sturniolo e Antonio Mazzeo. Ma ora “lo spettro del ponte”, tra mito e leggenda, torna ad animare il dibattito pubblico.

Il 18 di questo mese all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) si è costituito l’intergruppo Continuità Territoriale e sviluppo per infrastrutture e Ponte sullo Stretto, con lo scopo di svolgere attività tese a creare le condizioni di continuità territoriale attraverso il collegamento della Sicilia alla terraferma mediante il Ponte sullo Stretto. I componenti: i deputati regionali, on. Galluzzo, on. Aricò, on. Assenza, on. Savarino, on. Zitelli, on. Amata, on. Catalfamo, on. Calvagno, on. Genovese, on. Bulla, on. De Pasquale, on. De Domenico. Ne assume la presidenza il promotore, l’on. Pino Galluzzo, che in passato alla provincia regionale di Messina già aveva assunto il ruolo di presidente della commissione speciale Ponte e infrastrutture sullo Stretto di Messina.

«Questo non significa che il ponte sullo Stretto sia all’ordine del giorno — ha detto l’ex consigliere comunale Luigi Sturniolo — hanno grandissime difficoltà sia per quanto riguarda il progetto, sia per quanto riguarda la questione finanziaria».

«C’è una classe politica totalmente incapace di progettare alcunché per il territorio — afferma ancora Sturniolo — quindi si concentra su una grande opera irrealizzabile per avere qualche cosa da dire. Noi questa cosa la dobbiamo contrastare, perché ad un certo punto era quasi passato il messaggio che la responsabilità del mancato sviluppo del territorio fosse derivato dai movimenti che erano riusciti a bloccare la costruzione del ponte sullo Stretto. Questo naturalmente non è vero. È vero invece che le rappresentanze politiche che oggi si schierano a favore del ponte sono a tutti gli effetti dei terminali organizzativi di partiti a trazione nordista che trasferiscono tutte le risorse al Nord e che lasciano il meridione d’Italia depredato».

«La nostra preoccupazione — ha detto il giornalista Antonio Mazzeo — è che si faccia un ponte senza un ponte. Continuare a riprodurre un mito sperando intercettare e captare finanziamenti pubblici che servono soltanto ad arricchire gli stessi gruppi economici che hanno narrato questa falsità del ponte».

All’assemblea ha preso parte anche il prof. di Urbanistica dell’Università di Firenze Alberto Ziparo.