“Gentile Direttore,  ho paura.
Nell’estate dell’anno che Conte pronosticava “sarà un anno bellissimo” e nel quale “abbiamo sconfitto la povertà” (Di Maio), c’è un capo politico, il senatore Salvini, che nel suo unico momento di sincerità ha detto al Presidente Conte di volere le elezioni subito “per capitalizzare” l’onda che lo darebbe favorito e portato a Palazzo Chigi  ed apre la campagna elettorale chiedendo agli Italiani di dargli “pieni poteri”: si, io ho paura !

Questa frase gli Italiani l’hanno già sentita e, purtroppo, ingenuamente applaudita: era il 16 novembre 1922   quando Benito Mussolini, tenne il  “discorso del bivacco”,  stesse frasi e stesse argomentazioni.

Certo i tempi erano diversi e la Storia non si ripete mai in modo identico, ma il cavaliere Mussolini prima aveva preparato il terreno, seminato il panico, seminato odio e paura, inventandosi “le democrazie plutocratiche” che attentavano alla sovranità nazionale e la necessità di formare l’Impero della romanità, il tutto complice un imbelle monarca sabaudo.

Oggi il nostro eroe chiede pieni poteri” contro la stampa, la Magistratura, gli avversari politici, demonizza quella Unione Europea (che vuole abbandonare, non migliorare) ma che, se pur fra mille gravi errori, ha garantito 70 anni di pace al nostro continente e la BCE – che guidata da Mario Draghi- ci ha dato ossigeno prezioso in questi anni;  si inventa l’invasione dei migranti che “rubano il lavoro agli italiani” ed indica le ONG come pericolosi nemici  della sovranità nazionale, mentre da Ministro dell’Interno in Sicilia ha accarezzato il pelo (in campagna elettorale) agli “imprenditori” dell’Eolico e nulla ha fatto contro mafie e traffici di droga!

Odore di fascismo ?
Si, se pur di fascismo 2.0

Io il fascismo l’ho conosciuto sui libri di storia, nelle lettere dei condannati a morte per la Resistenza o condannati dai Tribunali Speciali, l’ho vissuto nel crescere senza un padre perché trucidato in un campo di concentramento per aver servito con onore la propria Patria…

Non voglio ripercorrere questa esperienza, non lo voglio per le mie figlie!

Ho apprezzato la lettera che oggi Veltroni ha pubblicato su La Repubblica, di Veltroni ho sempre apprezzato la cultura e la sensibilità, ma la sua ultima lettera manca di soffermarsi sull’oggi, sull’agire politico immediato, sul che fare?
Oggi non basta l’appello all’unità, al fronte democratico, alla cultura: occorrono scelte politiche e strategiche, sicuramente difficili da individuare, ma indispensabili o sarà troppo tardi.

Al PD è affidato un compito storico e gravoso al quale non può sottrarsi, non può –a cuor leggero– affermare “siamo pronti al voto” senza sentire il dovere di esaminare con calma ed unità la situazione e non può lasciare tutto il peso di una decisione sulle spalle di Sergio Mattarella, senza fare la propria parte.

Questo Partito torni subito, sconfiggendo il generale agosto, ad essere un corpo pulsante, un intellettuale collettivo (si diceva una volta) per assumere posizioni di cuore e di testa, ma non di pancia.

Buona fortuna Italia !”