Il Partito Democratico insiste sulla necessità che l’ATO ME 3 riveda la posizione e ritiri il bando per l’affidamento del servizio di igiene cittadina. Non è ammissibile che in questa città senza alcuna concertazione tra le forze politiche e sociali vengano poste in essere scelte che rischiano di condizionare per il futuro il bilancio comunale, di creare problemi occupazionali e di continuare a non essere autosufficienti nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

GrioliNoi insistiamo – sottolinea il segretario cittadino del PD Grioli – sul ritiro del bando in quanto siamo fermamente convinti che il Comune di Messina con tale scelta andrebbe contro i propri interessi. Infatti affidando a privati il servizio che oggi gestisce Messinambiente il Comune (quindi l’ATO) dovrebbe per un  verso pagare al privato 24, 5 milioni di euro l’anno al privato che si aggiudicherà la gara, allo stesso tempo dovrà sanare i circa 30 milioni di euro di debiti di Messinambiente che è una società per azioni di cui il Comune detiene il 99% delle azioni, tutto questo senza garanzia effettiva per tutti i lavoratori in quanto nel Bando si prevede la possibilità che il privato nell’offerta possa predisporre un piano del personale necessario per la gestione del servizio, pertanto nella logica del profitto la società potrebbe determinare una contrazione del personale in quanto ritenga di gestire il servizio con meno di 480 lavoratori. Non bisogna trascurare che nel 1998 molti degli operatori ecologici ed altri lavoratori erano impiegati comunali ai quali fu dato un incentivo per il passaggio a Messinambiente. Resta da aggiungere a supporto di quanto noi sosteniamo che tale scelta ha prodotto un contenzioso che si sarebbe dovuto evitare. Il ricorso di Messinambiente al bando di gara pubblicato dall’ATO.

spazzaturaNoi siamo convinti che ancora oggi sia possibile rimediare a tale grave errore. Ritirare il bando si può e contestualmente lo stesso può essere modificato in tempi brevi per l’individuazione del socio /gestore di Messinambiente. Noi proponiamo che tale gara preveda investimenti da parte del privato socio per la trasformazione dell’inceneritore in termovalorizzatore, per la realizzazione dell’impiano di pretrattamento e biostabilizzazione e della discarica che costituisce la parte terminale del ciclo della raccolta differenziata. Questa soluzione a noi pare molto più razionale e conveniente per il Comune di Messina e per i cittadini. Si trasformerebbe una società che ha alcuni difetti tipici della struttura pubblica in una realtà a forte impronta imprenditoriale dove chi fa investimenti pretende il profitto e la produttività dei lavoratori. Allo stesso tempo prevedendo tempi più lungi per il gestore socio di Messinambiente (fino al 2025) si potrebbe cominciare a ripianare i debiti che gravano sul Comune mentre con gli impianti di selezione (separazione umido/secco) e un’accorta politica di promozione della differenziata si porterebbe il tasso di riciclo e riuso dei materiali ad una soglia nettamente superiore all’attuale, ed infine con il  termovalorizzatore si potrebbero produrre utili grazie alla produzione di energia. Tali impianti a Milano ed a Reggio Emilia sono già una realtà situata in pieno centro città senza che ciò provochi disagi alla popolazione. Chi tenta di giustificare lo stop agli impianti creando allarmismo nella popolazione, affermando che tutti i rifiuti della Sicilia verrebbero conferiti a Messina per un dispetto che il Presidente della Regione Lombardo farebbe al Sindaco della nostra città, cerca alibi che cercano di insinuare nella popolazione sospetti e false preoccupazioni per mascherare scelte che sono irrazionali. Tutti sanno ormai che gli impianti progettati da Messinambiente hanno ricevuto tutte le autorizzazioni, possono servire solo allo smaltimento dei rifiuti della città e neanche per tutta la quantità che si aggira intorno alle 330 tonnellate al giorno. Questo dimostra che nessuno può forzare tale limite, sarebbe il primo il Prefetto ad opporvisi. Infine aggiungiamo che ad oggi tutti i rifiuti prima di essere trasferiti alla discarica di Mazzarrà S. Andrea vengono prima stoccati a Pace pertanto i Camion oggi fanno due passaggi da Pace, con gli impianti si ridurrebbero solo ad uno. Queste sono le argomentazioni di una forza politica che fa un’opposizione responsabile che guarda solo ed esclusivamente agli interessi della città. Qualcuno ci dimostriconclude Grioli che la scelta dell’Amministrazione sia più valida e soddisfi gli interessi della città.