Comunicato del Partito Democratico:

Il Sindaco di Messina se veramente vuole rimanere a servizio della città come dice e vuole escludere ogni rischio per la città di subire un altro commissariamento e nuove elezioni non ha che da scegliere entro il primo agosto tra il suo ruolo di Sindaco e quello di parlamentare regionale.
Invece di agitare i fantasmi dei poteri forti farebbe bene a rispettare le leggi ed i pronunciamenti della Corte Costituzionale. Infatti come è ormai noto la Corte si è pronunciata sulla legge regionale n. 22 del 2007 che consentiva al parlamentare di ricoprire anche il ruolo di sindaco e amministratore degli enti locali, dichiarandola illegittima. A tal proposito il Partito Democratico nonostante esprima un giudizio fortemente negativo sulla gestione di Buzzanca al Comune di Messina, nel mese di maggio ha promosso una campagna di comunicazione con la quale si invitava il Sindaco a dimettersi da deputato regionale e dedicarsi alla città di Messina a tempo pieno. Buzzanca invece ha continuato imperterrito facendosi scudo di un’altra legge regionale del 2009 che consente al deputato regionale di optare tra le due cariche ove l’incompatibilità sia accertata in sede giudiziale entro dieci giorni dal passaggio in giudicato della sentenza. Su tale legge il tribunale di Palermo ha ritenuto fondata la questione di legittima costituzionale sollevata in riferimento al caso del doppio incarico del deputato e Presidente della Provincia di Caltanissetta Giuseppe Federico e pertanto ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale che di fatto nel pronunciamento n. 143/2010 osserva come la Regione Sicilia seppur non può incontrare, nell’esercizio della propria podestà legislativa primaria, limiti eguali a quelli che si impongono alle regioni a statuto ordinario, nel contempo la suddetta regione non potrà però sottrarsi all’applicazione dei principi enunciati dalla L. 165/04 che siano espressivi dell’esigenza indefettibile di uniformità imposta dagli artt. 3 e 51 della Costituzione.
La legge richiamata fa riferimento ai tempi necessari per esercitare l’opzione tra le cariche incompatibili, tempi che debbono essere ragionevolmente brevi (secondo la corte) e pertanto il tribunale di Palermo richiamando tal pronunciamento sostiene che la questione di legittimità non è manifestamente infondata in quanto la previsione, nella legge evocata dallo stesso Buzzanca, di un termine per l’esercizio del diritto di opzione decorrente dal passaggio in giudicato della sentenza che ha accertato l’incompatibilità, un tempo “irragionevolmente lungo” e tale da determinare una sostanziale inoperatività della causa di incompatibilità, potendo tale accertamento durare quanto il mandato. (citazione testuale)
Da uno studio attento di tutti gli elementi ci sono alte probabilità che la città di Messina possa ripiombare in un nuovo commissariamento ed in nuove elezioni. Ipotesi che noi del Partito democratico non auspichiamo stante la nostra volontà di vincere le prossime elezioni con il voto dei cittadini dimostrando, senza grosse difficoltà, il fallimento del governo Buzzanca ed il contestuale fallimento della coalizione che lo sostiene stante l’assoluta litigiosità e il perfetto scollamento tra il Sindaco e la sua maggioranza.
Per queste ragioni invitiamo il Sindaco a dire la verità e a finirla con la farsa vittimistica dell’uomo che resiste alle forze occulte che lo vogliono disarcionare. Le uniche vittime in questo caso saranno i Messinesi che continueranno ad essere presi in giro da colui che non è più in condizioni di continuare a governare e preferisce scegliere di continuare a fare il deputato regionale accettando la possibilità della decadenza da Sindaco.