Da Michele Bisignano riceviamo:

“Non è facile comprendere perché si dovrebbe favorire la strategia e l’agenda politica dettata da Salvini che converrebbe solo a lui e alla sua smania di potere assoluto. Una agenda che prevederebbe la discussione della mozione di sfiducia al Governo, da svolgersi prima di Ferragosto; mozione che per passare dovrebbe essere votata anche da altre forze politiche, perché Salvini da solo non ha i numeri necessari. Scioglimento immediato delle Camere da parte di Mattarella e indizione di elezioni politiche prima dei tempi previsti dalla Costituzione, con Salvini che rimane Ministro dell’Interno e “sovrintende” alle operazioni elettorali.

Campagna elettorale flash (già avviata da parecchio tempo) che si svolgerebbe all’insegna di una guerra mediatica e digitale fra i leghisti e i 5stelle che polarizzerebbe l’attenzione dell’opinione pubblica. Probabile vittoria della coalizione sovranista, con la stampella di Berlusconi, vista la legge elettorale capolavoro che dà la maggioranza dei seggi a chi ottiene il 40% dei consensi anche se tutte le altre forze politiche, non coalizzate, dev’essere ottenere quasi il 60% dei voti. Insediamento di un nuovo governo basato sul peso preponderante del premier indicato in maniera plebiscitaria.

Attuazione di una manovra finanziaria fuori da ogni vincolo e da ogni logica, per farne strumento di una battaglia campale contro l’Unione Europea, ed avviamento di un percorso che dovrebbe portare, in maniera sciagurata, all’ITALEXIT, con un isolamento del nostro Paese a tutti i livelli e con il suo nuovo ruolo (grazie a rapporti già intessuti) di “satellite” di quel nuovo Impero euro-asiatico imperniato sulla “Grande Madre Russia”.

Attuazione graduale di un regime che va a toccare le fondamenta della democrazia e della libertà, con un attacco, già preannunciato, alla ” Repubblica giudiziaria”, alla stampa e media indipendenti ed ai diritti civili, e con uno stravolgimento della Costituzione in senso Presidenzialista. Se questo è lo scenario rabbrividente, mi chiedo perché il Presidente della Repubblica ed altre realtà istituzionali e politiche dovrebbero assecondarlo, invece di pensare ad un periodo di transizione per varare una manovra “responsabile” e in raccordo con le istituzioni comunitarie e per modificare in senso più democratico la legge elettorale.

Periodo che potrebbe consentire anche alle forze che si riconoscono pienamente nella democrazia e nelle libertà, di riorganizzarsi. Cercando di coinvolgere due grandi bacini di opinione che vanno adeguatamente motivati, e che possono costituire l’elemento nuovo delle future elezioni politiche: quello del quasi 40% di cittadini-elettori che non si recano più alle urne, e che i vari sondaggi non prendono in considerazione, un bacino immenso che può essere forse rimotivato solo da una proposta di “civismo politico” indissolubilmente legata ai temi dell’ambiente e dei diritti civili; e quel mondo cattolico articolato, che si riconosce totalmente nei valori espressi da Papa Francesco, e che non può non reagire, attraverso un impegno politico cogente, rispetto agli attacchi portati al primato ed alla figura del Pontefice dagli ambienti reazionari della Chiesa Cattolica, che si servono anche del “nuovo veggente di Medjugorje” a cui è stato donato quel “rosario rosso”, che sventola nelle sue sceneggiate, senza comprenderne il significato.

Ma perché ciò si verifichi non possono bastare uno o due mesi e soprattutto ciò implica una visione completamente diversa dell’agire politico, che parta dalla consapevolezza che stavolta è in gioco il futuro della nostra democrazia, seppur perfettibile, e delle nostre libertà, e non qualche punto di percentuale, in più o in meno, di questo o quel soggetto politico.”

Michele Bisignano