Niente più finanziamenti statali per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina: è l’impegno che il governo deve assumere in seguito all’approvazione di una mozione dell’Idv sul trasporto pubblico locale da parte dell’Aula della Camera.

ponte e berlusconiIl documento è stato approvato con l’accordo del governo e l’astensione dei deputati di maggioranza.
La mozione aveva ricevuto parere favorevole da parte del governo, espresso in aula dal viceministro Aurelio Misiti, nonostante l’Idv non avesse accolto le modifiche richieste dallo stesso esponente dell’esecutivo. Il testo impegna il governo “alla soppressione dei finanziamenti” previsti “per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a un miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina spa”. Il costo iniziale previsto per il ponte sullo Stretto – 3,7 chilometri di lunghezza e 64 metri d’altezza – è di 6 miliardi di euro.

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Le reazioni
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Dal Coordinatore Regionale di API- Sicilia, Totò Camilleri, riceviamo un primo commento: L’ottava meraviglia al mondo ovvero il Ponte sullo Stretto di Messina era nel contratto sottoscritto da Berlusconi con gli italiani in tutte le tornate elettorali ma come tutte le cose che riguardano il Sud…il governo che pensa alla legge sul processo breve,sulle intercettazioni e che trova i soldi per la quarta corsia della Pedemontana,per la TAV Torino-Lione e financo per il Porto di Milano (inserito nel Corridoio 6 da Genova a Rotterdam)scrive la parola fine alla realizzazione sul Ponte sullo Stretto di Messina.

Il ministro Matteoli che fino alla scorsa settimana sosteneva che il Ponte si fa con i soldi dei privati oggi ha messo il sigillo anzi la pietra tombale sulla costruzione dell’ottava meraviglia al mondo ed il silenzio del sottosegretario “brigante”Miccichè è assordante.

Il testo approvato oggi alla Camera, impegna il governo “alla soppressione dei finanziamenti” previsti “per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a un miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina spa”.

E’ ovviamente l’ennesima conferma che lo sviluppo infrastrutturale del Sud,della Sicilia e di Messina non sono all’ordine del giorno di un governo a trazione nordista piuttosto che leghista ed è evidente che la classe politica siciliana non è all’altezza del compito.

E’ mai possibile che questo Governo non riesca neanche a Bruxelles a convincere la Unione Europea a stanziare una parte dei 50 miliardi di euro del piano 2014-2020 per la realizzazione dell’importante opera e che significato ha il Corridoio 5 (Helsinki-La Valletta) senza l’attraversamento stabile dello stretto di Messina.

A questo punto tocca al Governatore Lombardo, che si era sempre detto favorevole al Ponte, dimostrare in questa occasione la propria capacità attrattiva sia in ordine ai finanziamenti comunitari come dei privati per far sì che il gap infrastrutturale della nostra Isola non cresca a dismisura e non contribuisca a far diventare la Sicilia la regione piu’ povera fra quelle del Sud del mondo.

Il Vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Aurelio Misiti, chiariasce.
“Il voto di oggi non è un disimpegno del Governo: resta in piedi l’ipotesi del ricorso ai privati”.

Misiti precisa che: ”Ha proposto una riformulazione della mozione dell’Italia dei Valori che di fatto escludesse la possibilità di ricorrere a fondi della società Stretto di Messina spa. La riformulazione  non e’ stata accolta e tuttavia si e’ lasciata al governo la discrezionalità di trovare tali fondi da varie fonti. Pertanto e’ da escludere categoricamente che il Governo possa scegliere di non realizzare il Ponte sullo Stretto”.