Non è, come molti cercano di far credere, “una conta” interna al Partito Democratico ma un passo importate per l’Italia e la sua democrazia.

Chi sostiene che il PD sia un partito ormai finito e non più determinante o chi lo dipinge come un Partito di destra o fa un discorso strumentale o fa politica da bar.

1- Il PD (debole o forte che sia) non è di destra ma chiaramente di centro sinistra.
E’ la creatura politica che raccoglie l’eredità del Socialismo democratico e del Cattolicesimo popolare, con tutto quello, di negativo e di positivo, che questo comporta.
Nelle sue vene scorre una eredità multiforme che va (con i dovuti distinguo e  contestualizzazioni)  da Amendola, Nenni, Craxi e Berlinguer a Don Sturzo, De Gasperi ed Aldo Moro: due storie della democrazia italiana, due Culture popolari, che – caduto il muro – si incontrano e si confrontano ritrovando valori profondi comuni.
Quindi un Partito democratico, popolare e progressista che nulla a che fare con da destra, se pur moderata, ne con gli estremismi minoritari e sconsiderati che hanno espresso il loro punto più alto con l’avventura delle Brigate Rosse.

2- Il PD, se pur indebolito,  resta il primo partito del centro sinistra e, caduta la volontà egemone e la miopia dell’autosufficienza (vocazione maggioritaria), resta il perno per una riscossa dell’area progressista italiana in tempi che si prospettano bui fra “sovranismi” antistorici e voglia dell’uomo forte o una falsa democrazia (uno vale uno) affidata ad un’impresa privata e ad algoritmi segreti come molti stanno scoprendo in questi giorni.

Da queste considerazioni deriva il richiamo a partecipare alle Primarie del PD, anche a chi gli ha voltato le spalle, perché questo Partito torni ad essere quello che i progressisti volevano: inclusivo e rispettoso, capace di riflettere e fare autocritica, di tornare fra la gente delle periferie, ma considerare l’Impresa sana un bene nazionale da tutelare, come da tutelare sono i Diritti: tutti i Diritti, dei lavoratori e delle imprese (siamo una Repubblica non basata sui lavoratori ma sul lavoro !), delle Donne e dei Bambini, della Salute e dell’Ambiente, delle minoranze e dei diversi (di sesso, di colore, di lingua, di religione).
Un partito Europeista e quindi desideroso di modificarla a fondo questa Europa per superare la dicotomia fra un Parlamento eletto ed una Commissione nominata, che non si occupi della lunghezza dei cetrioli ma di un sistema fiscale tendente ad essere comune, come comune dovrà essere il trattamento del lavoro e dei lavoratori.

In un pianeta conteso fra Cina, Russia ed Usa, e quindi a rischio di implosione, solo un Europa unita da valori profondi, ma non solo declamati, può rappresentare una Resistenza vera in attesa di tempi migliori.

Per tutti i progressisti è quindi importante che il PD esista e smetta di mangiare pop corn ma torni a parlare con gli Italiani e ad essere un Partito.
La scelta del suo Segretario è quindi un fatto che appartiene non a tutti ma a molti, oltre il PD !

 

Dove si vota a Messina città:

Si vota  Domenica 3 marzo dalle 8 alle 20

Messina 1: Briga Marina, Piazza
Messina 2: Svincolo di San Filippo, Gazebo
Messina 3: Via Catania, Provinciale – Parrocchia S. Maria di Gesù
Messina 4: Piazza Cairoli
Messina 5: Piazza Castronovo
Messina 6: Ganzirri, sede VI Circoscrizione