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Messina prova a studiare il turismo, attraverso un’indagine chiamata “Vacanze Messinesi”, in collaborazione dell’Università degli studi di Messina, facoltà di scienze della formazione, corso di laurea in programmazione e promozione turistica, facoltà di scienze politiche, corso di laurea in scienze delle relazioni internazionali, l’ECAP, master non universitario “P.A. e statistiche territoriali: valutazione e programmazione strategica”, operatori del settore albergatori ed operatori turistici, il tutto coordinato dall’assessorato alle politiche di E-Government.
La città di Messina grazie alle straordinarie bellezze naturali, all’arte ed alla cultura, oltre che alla posizione strategica nel Mediterraneo, storicamente crocevia delle civiltà più progredite, assume una notevole importanza nei flussi turistici da e per le altre regioni italiane, L’Europa e l’Africa. La capacità attrattiva e di accoglienza turistica del territorio dipende dal comportamento congiunto dei diversi operatori pubblici e privati che vi operano, e che concorrono a creare l’esperienza del turista: accoglienza, ricettività, ristorazione, produzioni tipiche, servizi, capacità di offrire informazioni prima, durante e dopo il soggiorno, tutto ciò come introduzione del progetto.

Questa mattina presentato il progetto pilota che prevede due fasi, inizialmente verrà dato un questionario agli stranieri che giungono a Messina per valutare la qualità e l’efficienza dei servizi, fase già in corso, per correggere eventuali errori nel piano di campionamento. Nei mesi di Marzo e Settembre 2011, sulla scorta dei risultati ottenuti, si svolgerà l’indagine più complessa con il coinvolgimento delle compagnie di navigazione. La raccolta dei questionari avviene nelle strutture ricettive che partecipano a questa fase dell’indagine: il Royal, il Liberty, il S. Elia, l’Europa e il Capo Peloro Resort, nei punti scelti per il campionamento: piazza Duomo, terminal crociere, piazza Cairoli, chiesa dei Catalani, Nettuno.

Alla conferenza  accanto a Santalco, il prof. Armando Curatola, coordinatore del corso di laurea, e il prof. Filippo Grasso, docente di analisi dei mercati. Presenti anche l’esperto del sindaco per la promozione e lo sviluppo delle potenzialità turistiche, Angelo Villari, il dirigente del dipartimento statistica Carmelo Altomonte con il direttore di sezione Maurizio Mondello ed i rappresentanti della prefettura, dell’Autorità portuale e della Federalberghi.

A scopo indicativo, sono stati resi noti i dati relativi ai primi 377 turisti intervistati. Il 77 per cento degli intervistati non era mai stato prima a Messina e la stragrande maggioranza è giunta in riva allo Stretto grazie ai tour operator. A Messina ci si ferma per meno di un giorno per il 91 per cento dei visitatori, per più di tre ore per il 74 per cento, la maggior parte sono dei croceristi. Alla domanda “cosa hai visitato o intendi visitare?”, la risposta, per 43 turisti su100, è stata “il duomo”, seguono a distanza la chiesa dei Catalani e Cristo Re. Dai turisti arriva pure qualche suggerimento: si chiede, nell’ordine, più pulizia, un marciapiede praticabile lungo la cortina del Porto, più parcheggi, l’orario continuato dei negozi, più aree pedonali.

Lo slogan del comune di Messina è “Economia a prevalenza turistica” peccato che non vi sia un’assessore al turismo, la delega è nelle mani del Sindaco Buzzanca.