“Abbiamo sempre voluto un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale per migliorare un provvedimento che sin da subito aveva destato perplessità, ma le continue repliche contraddittorie e sopra le righe dell’Assessore Musolino non hanno permesso che ciò avvenisse.
Sono sempre stato favorevole alla raccolta differenziata ed ho sempre accolto ed avallato ogni proposta fatta anche dalla precedente amministrazione che permettesse alla città di Messina di aumentare la percentuale di raccolta differenziata.
Anche prima di proporre il ricorso al TAR, abbiamo espresso l’auspicio di sederci ad un tavolo tecnico per adottare tutte le modifiche necessarie ed abbiamo offerto diverse soluzioni, molte delle quali non avrebbero comportato alcun aggravio economico per l’amministrazione comunale.
Tale apertura al dialogo è sempre stata espressa anche dopo la proposizione del ricorso e dopo la favorevole pronuncia cautelare del TAR che accoglieva molte delle doglianze già da noi prospettate all’Assessore Musolino.
Considerata l’accusa rivoltaci dall’assessore di non ben conoscere le tematiche giuridiche affrontate dal Tribunale Amministrativo, ed al fine di fare chiarezza sulla pronuncia del TAR indicevamo la conferenza stampa tenutasi in data odierna alla quale venivano invitati i legali a cui abbiamo conferito mandato per impugnare l’Ordinanza Sindacale e spiegarne i contenuti, ed al termine di essa, nonostante l’esito della pronuncia potesse farci adottare toni trionfalistici, abbiamo rivolto l’invito a confrontarci ed abbassare i toni per raggiungere l’esito da tutti auspicato di avere una differenziata non solo sulla carta ma operativa e funzionante.
Certamente non mi aspettavo la stizzita replica dell’assessore che ha utilizzato toni esacerbati e dispregiativi ai quali mi è impossibile non replicare.

Dafne Musolino

Voglio precisare che all’incontro riferito dall’Assessore, in considerazione della circostanza che l’Ordinanza prevedesse l’obbligo di fare accedere gli operatori di Messina Servizi all’interno dei condomini, valutata l’impossibilità di tenere i cancelli o portoni aperti per tutta la notte e sino alla tarda mattina successiva il sottoscritto, ed il corposo gruppo di colleghi (e non come da lei definito sparuto), poichè ci avevano espressamente vietato di lasciare gli scarrabili fuori dai condomini, abbiamo offerto la disponibilità ad installare all’ingresso  degli stabili cassette blindate con chiave passpartout unica per tutti gli stabili, all’interno della quale gli addetti alla raccolta avrebbero trovato la chiave del portone, proposta che veniva declinata senza fornire alcuna valida ragione, e piuttosto, ci chiedevano invece di installare temporizzatori di modo che i portoni restassero aperti dalle ore 23:00 sino alle 11:00 dell’indomani, proposta che per evidenti ragioni di sicurezza non poteva essere accettata in quanto non volevano alcun tipo di responsabilità, e mi chiedo pertanto  chi avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di lasciare aperti i cancelli per consentire a loro di espletare il sevizio? Restavamo in assenza di soluzioni per i condomini che non avevano spazi adeguati; ed alla nostra osservazione di non essere in condizione di potere vigilare sul corretto conferimento dei rifiuti evitando la sanzione verso l’intero condominio ci rispondeva invitandoci ad installare le videocamere sui cassoni (???).

L’Assessore nel comunicato stampa di ieri, nel tentativo di portare sul piano personale il dibattito introdotto da noi amministratori, e nello specifico la mia persona, sembra dimenticare che il ricorso è stato introdotto anche dall’ANACI, ovvero dall’associazione che vanta il maggior numero di iscritti, con cui il Sindaco e l’Assessore avevano fatto intendere di avere il consenso sulle modalità di attuazione della differenziata, associazione che era presente alla conferenza stampa di oggi e che ha spiegato che invero vi fosse un’intesa col comune per aprire un tavolo tecnico in realtà mai aperto.
Con riferimento all’unico incontro tenuto con l’Assessore, avvenuto il giorno prima della conferenza stampa dell’11.06.2019, la Musolino dopo l’ampio dibattito durante il quale noi amministratori avevamo prospettato varie soluzioni alternative ci disse che nessuna modifica poteva essere apportata all’Ordinanza perché non aveva le risorse economiche, di mezzi e personale per effettuarla diversamente da come congegnata, sottintendendo che, pertanto, sarebbero stati i condomini a doversi fare carico dei maggiori costi necessari a rendere operativa l’ordinanza, verità che si sono ben guardati dal comunicare ai cittadini tramite i loro consueti canali di comunicazione, ovvero, socialmedia, e che per tale ragione non sempre hanno compreso le ragioni dei nostri interventi.
All’Assessore infine voglio dire che non è grazie a lei che oggi abbiamo la possibilità di poter optare per una raccolta porta a porta o condominiale, ma se ciò oggi è possibile lo si deve proprio alla pronuncia del TAR che ha espressamente censurato sul punto il provvedimento impugnato.
Preciso inoltre che non ho mai affermato che vi sarebbe stato un aumento della TARI, ma ho sempre detto che per dare attuazione all’Ordinanza Sindacale, e sopperire ai loro deficit economici di mezzi, di personale ed organizzativi, vi sarebbero stati maggiori costi a carico dei condomini, e quindi un aumento delle quote condominiali, e per fare meglio comprendere ai cittadini che tali maggiori costi sarebbero stati a carico loro ho utilizzato il termine di TARI CONDOMINIALE, per fare comprendere che si trattava di un costo privato che si aggiungeva alla tassa dei rifiuti comunale, cosa che l’assessore ed il sindaco hanno sempre sottaciuto.
L’Assessore mi accusa di utilizzare toni mistificatori e di non volere instaurare un contraddittorio costruttivo, ma basterà rileggere i suoi comunicati stampa per comprendere che è lei che per cercare di deviare l’attenzione dal mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati (partenza della differenziata entro l’1.06.2019; raggiungimento del 65 % della raccolta differenziata entro il 31.07.2019) cerchi alibi, addossandomi responsabilità che non ho, e portando il dialogo su toni che certamente non mi appartengono, pur tenendo a precisare di essere laureato presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina, e pertanto, perfettamente in grado di comprendere i tecnicismi della pronuncia del TAR che probabilmente l’assessore non ha attentamente letto, viste le inesattezze da Lei riferite, come meglio spiegate oggi dai miei legali e da quelli dell’ANACI.
Invito l’Assessore a non perdere ulteriormente il suo tempo a replicare al sottoscritto, ben  potendo meglio impiegare il suo prezioso tempo, e svolgere l’attività per la quale viene retribuita a spese dei cittadini tutti, per raggiungere l’obiettivo della differenziata, il cui mancato raggiungimento degli obiettivi non è certamente imputabile a me ed ai miei colleghi amministratori di condominio, che ci siamo attivati per tutelare i cittadini pro differenziata ma, che ignari degli effetti dei vostri provvedimenti, non avevano  compreso i maggiori costi cui andavano incontro, e nulla allo stato attuale ha impedito all’amministrazione di svolgere la propria attività, ma abbiamo dato ai cittadini la possibilità di scelta che prima veniva negata dalla vostra amministrazione.
Presidente di Missione Messina
Santi Daniele Zuccarello