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“NOI diciamo NO!” ALL’ACCORPAMENTO DELL’AUTORITA’ PORTUALE NEL SISTEMA GIOIA TAURO.

Gli operatori di Messina sono contrari perché a Gioia Tauro c’è la ‘ndragheta, mentre noi in Sicilia la mafia la combattiamo in Calabria, sono solo all’inizio. Con questa riforma Gioia Tauro porterà la ‘ndrangheta in Sicilia …. Gli operatori di Messina sono preoccupati perché non riescono ad operare a Gioia Tauro per la forte presenza di infiltrazioni della ‘ndrangheta che a questo punto potrebbero estendersi a Messina e Messina che ha già avuto tanti guai non se lo merita”.

Così il Presidente della Regione Sicilia Crocetta, commentava la riforma del Governo Renzi che oggi vede accorpata l’Autorità Portuale di Messina ai porti di Crotone, Corigliano, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Tremestieri con Gioia Tauro sede dell’Autorità Portuale di Sistema.

Sicilia Occidentale: Autorità Portuale di Palermo sede, con i Porti di Terminimerese, Porto Empedocle e Trapani.
Sicilia Orientale: Autorità portuale di Catania sede ed Augusta.

Il tutto deciso nella conferenza Stato/Regioni in cui il Governatore Crocetta al posto di difendere gli interessi di Messina come aveva dichiarato, ha pensato bene di non presentarsi disertanto la conferenza.

Sulla Riforma del Governo Renzi così si esprimeva il sindaco Accorrinti il 09/12/2015: “Ribadirò al Ministro Delrio con forza la posizione non solo di Messina, ma di tutte le Amministrazioni Comunali dello Stretto, (Reggio Calabria e Villa San Giovanni), l’area integrata dello stretto ha bisogno di una Port Authority forte, autonoma, non sottomessa a nessuno”.

Il fatto che oggi si vuole far capire il contrario sono pure bugie dette anche male e si assiste all’ennesimo scippo dopo le tante altre strutture che negli anni sono state smantellate dall’ipocrisia di una classe politica incapace e non ingrato di rappresentare e difendere le prerogative di una città umiliata, scippata, svenduta a tal punto da essere schiacciata dalle oscure strategie occulte degli accordi sotto banco.

Tutto è compiuto, compreso il famigerato teatrino delle pantomime di Crocetta lo scorso 11 novembre nell’aula del Consiglio Comunale, celebrando di fatto ed ufficialmente il funerale dell’Autorità Portuale di Messina difronte ad un Sindaco, Accorrinti, incapace di rappresentare e difendere i tesori di questa città, perché difendere l’AUTONOMIA dell’Autorità Portuale di Messina significa, economia e sviluppo dei collegamenti marittimi, ma soprattutto senso di appartenenza al proprio territorio.

Mentre in Sicilia e a Messina però, vanno in scena le Pantomime dei politici, il Ministero dei Trasporti insediava la commissione esaminatrice per i curricula degli aspiranti Presidenti, circa 200 le domande inviate. E’ l’Assessore della Giunta Regionale della Calabria il docente universitario RUSSO che già è stato contattato dal Ministero per una disponibilità preliminare verso l’incarico a Presidente dell’Autorità di Sistema con poteri forti e decisionali ed avrà come riferimento il Ministro dei Trasporti. Queste indiscrezioni sono abbastanza accreditate e danno il senso come dalle altri parti in silenzio determinano, mentre qui si chicchera. Delrio vuole accelerare l’iter per chiudere al più presto la partita in quanto Gioi Tauro in questo momento commissariato dal comandante AGOSTINELLI.

Andiamo a dare un occhiata al Porto di Gioia Tauro, sede della nuova Autorità Portuale di Sistema di cui andremo a farne parte. Una vera e propria cattedrale nel deserto, gli armatori preferiscono altre mete e non lo utilizzano perché manca di collegamenti idonei per lo spostamento di merci su terra, per questo motivo risulta fuori dal mercato delle grandi commesse (es. treni costruiti a Reggio Calabria, partono da Salerno con destinazione Perù).

Ma il Porto di Gioia Tauro, ha anche problematiche molto serie legate all’occupazione infatti già ora continuano le proteste dei lavoratori dipendenti del Terminalista MTC che rischiano di essere licenziati. Proprio qualche settimana fa, l’Azienda madre che sostanzialmente opera in regime di monopolio all’interno dello scalo commerciale più importante del Mediterraneo, ha comunicato 442 esuberi. L’imminente messa in mobilità dei portuali è stata attualmente sospesa, dopo una lunga e estenuante riunione con i sindacati ai quali MTC ha promesso di riesaminare il numero dei dipendenti che dovranno essere licenziati e che al momento si trovano in cassa integrazione.

A tal proposito in una riunione a Roma tra Ministero e Regione Calabria si è arrivati ad una conclusione per l’istituzione di un’agenzia del lavoro dove “parcheggiare” i portuali in attesa di un ipotetico impiego in altre attività funzionali allo scalo, ma in atto tutto è fermo in attesa probabilmente di questa riforma, altro che dimensione europea.