La legge sulla legittima difesa, approvata dalla Camera dei Deputati, rappresenta un successo per il leader della Lega e per tutto il Centrodestra, ma una totale sconfitta per Ministro degli Interni.

Di fatto, con questa legge, il Ministro degli Interni, che dovrebbe assicurare la sicurezza pubblica, abdica a tale ruolo fondamentale e delega ai cittadini impreparati la loro difesa da micro e macro criminalità.

Un provvedimento che è passato però grazie ai voti determinanti ed all’atteggiamento arrendevole ed autolesionista dei deputati dei cinque stelle, che, come le tre scimmiette si sono turati la bocca, le orecchie e gli occhi.

Una legge con cui avremo una proliferazione della vendita di armi da fuoco ed una diffusione del loro utilizzo, con una probabile escalation di violenze, visto il clima di odio sociale che si respira su certi social. E tutto ciò dietro l’alibi strumentale della difesa personale e dei propri beni, che viene considerata sempre “legittima” senza chiedersi se sia “legittimo e giusto” arrivare ad uccidere un essere umano.
Ma a godere di questo scenario da far west sarà, soprattutto, la lobby dei fabbricanti di armi, fortemente radicata nel nord-est, e così cara al leader della Lega Nord, tanto da portarlo, qualche mese fa, a recarsi, dal rappresentante del Governo italiano nel Qatar, facendosi immortalare con una mitraglietta di fabbricazione italiana in mano (riportando alla memoria i venditori di armi e di morte di certi film americani), mentre ne illustrava i pregi e le caratteristiche a quegli  emiri, che, un paio di anni fa, Salvini stesso definiva “finanziatori  dei terroristi islamici”.

Michele Bisignano