Caro Direttore,

domenica finalmente si vota e, almeno per un paio di giorni, forse non vedremo “le sceneggiate” della eterna campagna elettorale italiana.

Vedremo se la crisi del matrimonio (lo chiamano contratto !) fra Di Maio e Salvini è vera o è solo una sceneggiata… ma questo  oggi è secondario.

Quel che mi preme sottolineare è che mai come oggi il diritto al voto va esercitato (comunque la si pensi), perché ci potremmo trovare ad una svolta epocale della politica internazionale ed ogni singolo voto conta !

Che l’Europa, come entità politica, debba essere profondamente modificata è davanti gli occhi di tutti: il problema è come cambiarla e chi dovrà porre mano a questo compito arduo ma urgente.

Di fronte il potere dei mercati, di fronte i tre colossi USA, CINA e RUSSIA o l’Europa esiste come entità politica vitale o tutti i singoli paesi del nostro continente diventeranno vassalli e preda di una di queste potenze politiche e non è escluso che, in un’epoca nella quale le guerre si combattono lontano da casa, il nostro continente possa diventare (dopo 70 anni di pace) il loro nuovo campo di battaglia.

Poiché io credo nell’Europa di Altiero Spinelli, di Foa, di Sandro Pertini e tanti altri (vedi) credo fermamente che non si possa dare spazio ai sovranismi, comunque camuffati, agli egoismi ed alle paure coscientemente diffuse nel paese da chi pur avendo giurato sulla Costituzione quel magnifico volumetto, forse, non lo ha mai letto !

Occorre quindi votare e votare per quelle forze, progressiste o moderate che siano, che vogliono cambiare l’Europa per completare il processo avviato dai padri fondatori: dalla politica estera a quella fiscale, dalle azioni per il lavoro alle politiche sociali, occorre andare verso una veloce uniformità fra gli stati aderenti ed a progressive cessioni parziali di sovranità nazionale all’Unione. Ad una Unione però non governata dalla Commissione (espressioni dei governi nazionali) ma da quel Parlamento che i popoli europei eleggeranno democraticamente domenica 26.

L’individuazione per chi votare a destra e semplice: basta non votare che ama, simpatizza o protegge i fascisti non applicando le leggi in vigore.

Un problema più complesso invece si pone a sinistra.
Nell’area progressista, e non solo spiccatamente di sinistra, il  “frazionismo” è ciclico ed endemico con la conseguenza che solo il PD è sicuro di entrare nell’europarlamento.
Per le altre formazioni è abbastanza verosimile l’esclusione, salvo una positiva sorpresa di +Europa.

A sinistra del Partito Democratico esistono gruppi e gruppetti quasi a carattere familiare, con percentuali da prefisso telefonico.
Si calcola che se +Europa non dovesse superare la soglia, circa l’8% dei voti espressi non avrebbero rappresentanza parlamentare e questo oltre a rappresentare un vulnus per la democrazia favorirebbe le forze reazionarie.

Per non votare PD, che presenta liste aperte alla società ed a gruppi politici diversi, si rispolvera ogni cosa e persona, da Renzi a D’Alema, non tenendo conto che con Zingaretti il paese potrebbe avere un altro PD….

Mi rendo conto che c’è chi, per partito preso, non vuol vedere la realtà, valutare le novità e di votare per il maggiore partito progressista italiano non ne vuole proprio sapere: a costoro dico di avere almeno il buon senso di concentrare i propri voti sull’unica lista che, forse, potrebbe superare l’ostacolo del 4%, a loro chiedo di non disperdere il voto ed almeno di concentrarlo su +Europa.

Grazie per l’ospitalità e buona fortuna a tutti noi.