Gentile Direttore,
le polemiche di questi giorni sulle dichiarazioni del giornalista Antonello Caporali che ha definito Messina una cloaca, meritavano delle riflessioni ben più approfondite e mirate. Invece come sempre avviene in questi casi, abbiamo avuto una reazione ipocrita e intollerante delle autorità locali, con il signor sindaco in prima fila, il quale anzichè promuovere un vero e proprio dibattito cittadino, ha preferito adire le vie legali, a difesa di una presunta messinesità che ad onor del vero nessuno più rispetta.

La nostra città dorme, e dorme ormai da molti anni, e quando qualcuno la scuote in modo brusco, spesso si risente, si agita, scalpita. Ma cos’è questo risentimento? Perchè questi signori non si sentono feriti per l’abusivismo edilizio sulle colline franate? Perchè questi signori non si indignano per la sporcizia ed il lordume che c’è in giro? Perchè le istituzioni comunali e regionali non reagiscono agli scandali vergognosi che hanno devastato l’Università? Perchè lor signori, non si lamentano dei marciapiedi invasi dalle auto e dagli escrementi dei cani?

Ma a questo punto una domanda c’è la dobbiamo porre: “se la città versa in queste misere condizioni, di chi è stata la responsabilità? È questo l’interrogativo principale che aspetta da anni una precisa risposta. Messina, a parte qualche breve parentesi, è stata sempre amministrata dalla destra che in tutti questi anni ha favorito come in tutto il Sud d’Italia, l’abusivismo, il clentelismo, la mafia.

Ora le autorità si indignano se un giornalista mette il dito nella piaga, se si parla di criminalità organizzata, di appalti truccati, o dell’ormai famoso “verminaio” all’Università, dove si è consumato un patto scellerato tra mafiosi calabresi e militanti neonazisti finalizzato alla gestione di appalti e servizi. Questo sistema degenerativo e mafioso, ha impoverito la nostra città, privandola di quelle iniziative private che la resero vitale negli anni 60, quando alcuni esercizi cittadini, venivano presi ad esempio dall’imprenditoria del nord, per la loro magnifica efficienza.

Mi riferisco al famoso BAR IRRERA di piazza Cairoli, agli indimenticabili Nunnari e Borgia, ai meravigliosi negozi Rotino ed a tutte quelle attività che fecero del Viale S. Martino il salotto più frequentato della Sicilia. Ma se oggi tutto questo è un ricordo, di qualcuno sarà pure la colpa, oppure come sempre c’è ne laviamo le mani? La verità è che la destra a Messina  ha fallito clamorosamente, ma quello che più indigna, è che di questo degrado, non se ne siano accorti i messinesi. Ancora abbiamo 3000 baracche, zone di periferia abusive e abbandonate, non ci sono servizi, mancano spazi verdi, la zona falcata è una grande pattumiera, non c’è senso civico, manca la legalità, la città è invivibile, ma si continua a votare per gente che non ci rappresenta più.

E allora perchè indignarsi?

Un caro saluto.
Emanuele Ferrara